La strage di via dei Georgofili (Pressphoto)
La strage di via dei Georgofili (Pressphoto)

Firenze, 18 febbraio 2020 - Si aggiungono elementi sulla strage di via dei Georgofili a Firenze, nel 1993. Con qualcuno che racconta un fatto insolito che avvenne nella strada. C'è infatti un nuovo testimone. La Commissione antimafia - è emerso nelle ultime ore - ha acquisito nei mesi scorsi dalla questura di Firenze una sorta di rapporto interno redatto del 2013 in cui si parla di una vicenda inedita: quella notte, in una strada nel cuore della città, in un arco temporale che va dalle 23 alle 24, accade qualcosa di insolito.

Un testimone, il portiere di un condominio, Vincenzo Barreca, subito dopo la strage riferì che quella notte davanti all'uscio del suo portierato vi fu un vociare che attirò la sua attenzione. Percepì la presenza di due giovani che tentavano di recuperare una busta finita sotto lo stipite del portone.

In quel mentre arrivò una Mercedes scura con all'interno una donna e comparve una Fiat Fiorino bianca. In via dei Georgofili esplose un Fiorino - ha ricordato stasera il dottor Donadio, consulente della Commissione antimafia che con il senatore Mario Michele Giarrusso ha ricostruito la vicenda -: dei 734 che circolavano in quel periodo in Toscana nessuno era in centro a Firenze.

Con le dichiarazioni del portiere venne costruita una sorta di identikit della donna giovane che l'uomo aveva visto, donna che aveva i capelli neri a caschetto. Successivamente il portiere ha reso testimonianze spontanee sia davanti ai carabinieri che alla polizia e ha detto che i due uomini si passarono una borsa di tela di colore azzurra o blu che gli sembrò molto pesante tanto che venne alzata dai due e che finì nel Fiorino.

Poi disse di aver capito che il vociare dei due non era per recuperare una busta nello stipite della porta, come aveva creduto in un primo momento, ma che volevano recuperare una pianta di Firenze a colori con cerchiati due punti della città.