ANTONIO MANCINELLI
Cronaca

Stefano Ricci compra l’antica moleria. “Investiamo nella tradizione”

La maison fiorentina ha acquisito la bottega Locchi che ha servito i reali di mezza Europa. Paola, 92 anni, signora dei cristalli. “Ho iniziato controvoglia, poi è stata la mia vita”

Nello scatto di famiglia, da sinistra, Filippo, Stefano, Claudia e Niccolò Ricci

Nello scatto di famiglia, da sinistra, Filippo, Stefano, Claudia e Niccolò Ricci

Firenze, 29 agosto 2025 – La Moleria Locchi, storica bottega fiorentina specializzata in vetri e cristalli, è stata acquisita dalla maison Stefano Ricci. Quest’operazione suona come un atto d’amore verso la città e i suoi antichi mestieri: un segnale in controtendenza in un’epoca in cui spesso le eccellenze nostrane sono assorbite da gruppi stranieri. A una logica di delocalizzazione e perdita di identità, Stefano Ricci contrappone un modello produttivo che non solo valorizza il “saper fare” ma lo integra nella propria catena del valore, trasformandolo in asset inestimabile. Anzi, stimabilissimo: in un momento di crisi, l’anno scorso il gruppo Ricci ha raggiunto il fatturato di 235 milioni di euro. L’operazione diventa così esempio virtuoso di come le eccellenze italiane possano essere salvate e rilanciate dai grandi brand, mantenendo intatto un patrimonio altrimenti in pericolo e rafforzando così l’intero sistema del lusso e del Made in Italy.

“Si parla tanto di sostenibilità. Per noi è un concetto che possiede anche una valenza culturale: tramandare arti e mestieri”, sostiene Niccolò Ricci, amministratore delegato del marchio. “Dalla fondazione del marchio, nel ’72, abbiamo ampliato la produzione. Dagli accessori all’abbigliamento, dalla pelletteria ai mestieri d’arte dell’oreficeria, delle porcellane e dell’argenteria, è tutto realizzato in casa o in laboratori toscani. Investire nella tradizione è parte della nostra filosofia: è così che abbiamo voluto, d’accordo con loro, acquisire la Moleria Locchi che da molti anni, peraltro, collabora per la linea “SR Home””. Il quartier generale si Ricci alle Caldine ospita un ecosistema del gusto: 45 maestri sarti lavorano con pellettieri, orafi, ceramisti e argentieri. Del resto, già nel 2009 Stefano Ricci ha rilevato l’Antico Setificio Fiorentino, manifattura di tessuti attiva dal 1786. “Lavoriamo con i telai del XVIII secolo, compreso un orditoio basato su disegno di Leonardo, da dove escono sete e broccati per le dimore più prestigiose, dal Cremlino alle case reali, fino alle suite allestite con nostri arredi, oggetti e tessuti: la Presidential Suite nell’hotel Principe di Piemonte a Viareggio, la penthouse La Rocca nel resort di Castelfalfi e lo Yacht Club sull’isola di Sindalah, in Arabia Saudita”.

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Paola Locchi, 92 anni

Entrare nella Moleria Locchi è fare un tuffo nella Firenze d’altri tempi: fondata nell’800, è rilanciata nel ’64 da una figura quasi leggendaria, Paola Locchi, oggi 92enne, che ne fa punto di riferimento globale per l’arte vetraria e del cristallo. “Siamo molto inorgogliti che Stefano Ricci abbia pensato a noi per acquisirci”, ci dice con voce squillante al telefono. “Quando ho iniziato, poiché il fondatore mio suocero Augusto Locchi, venne a mancare e mio marito si occupava di tutt’altro, ho iniziato quasi controvoglia: ero segreteria di redazione di una casa editrice e credevo che il mio destino fossero i libri e la scrittura. Ma non volevo perdere quell’eredità, spinta da una convinzione: quel che si doveva fare, lo si doveva fare al meglio.

L’attività, inizialmente nota come “Mariani” era all’inizio in via dell’Orto, poi ci siamo trasferiti in un palazzotto di via Burchiello, allora una via popolare di San Frediano dove tutti si affacciavano tutti quando arrivavano clienti elegantissimi, in macchine lussuose, per venire da noi che eravamo tra i pochi a svolgere un mestiere, diciamo così, insolito. Finché Dio me lo consente, sarò sempre in laboratorio: con i nostri tre dipendenti e i miei cari, è la mia famiglia”. La moleria rappresenta un atto fondante dell’imprenditoria femminile italiana: dopo Paola, a governare il laboratorio si è aggiunta la nuora Giovanna. “E ora, finalmente, sono il primo uomo a interrompere felicemente questa discendenza matrilineare”, sorride Matteo Locchi, 32 anni, figlio di Giovanna e nipote di Paola.

“Sarò il responsabile della collezione Locchi, che continuerà, e sovrintenderò a tutte le commissioni rivolte dai privati”. La professionalità che risiede in via Burchiello ha attratto infatti clienti d’eccezione: si pensi alla Coppa Volpi incisa per il Festival del Cinema di Venezia o agli hurricane-glasses cesellati con lo stemma di Carlo d’Inghilterra, i restauri museali, i pezzi forniti al Quirinale, al Vaticano e alle residenze reali inglesi e del Belgio: una fiducia guadagnata grazie alla qualità senza compromessi.