Stadio Fiorentina, c’è l’ipotesi Lucca. Nardella scrive ai ministri: “Cambiate l’iter”

Il sindaco chiede di "modificare gli obiettivi del finanziamento Pnc Pnrr" per evitare un danno a società e tifosi che avrebbero la squadra lontana. Il governatore sonda gli impianti regionali. Incognite Arezzo e Pistoia

Il Porta Elisa di Lucca, capienza attuale 12mila posti, visto dall’alto

Il Porta Elisa di Lucca, capienza attuale 12mila posti, visto dall’alto

Firenze, 5 gennaio 2024 – I Viola in ’trasferta’... ma non troppo. L’idea ronza in testa al governatore Eugenio Giani che quale non va giù l’idea che la Fiorentina, durante i lavori per la ristrutturazione del Franchi, debba allontanarsi troppo dalle sponde dell’Arno per disputare le gare casalinghe. Modena? Cesena? Ipotesi più che concrete ma "troppo distanti per i tifosi" per il presidente della Regione.

Ecco allora che Giani scende pridentemente in campo: "Ho da poco parlato con la prefetta e sono intenzionato a preparare un’istruttoria entro pochi giorni per passare in rassegna tutti gli impianti calcistici delle città toscane e vedere se si può fare qualcosa per avvicinare le gare casalinghe della Fiorentina". Il governatore, che premette di essere d’accordo con il ragionamento della società viola – provare a far slittare l’avvio dei cantieri finché non si avranno le idee chiare su quale sarà per un paio di stagioni almeno la casa ’provvisoria’ della Fiorentina – ha già avviato i primi contatti. Con Lucca per esempio ("C’è stata una telefonata interlocutoria con l’assessore allo sport" dice il governatore).

A tre quarti d’ora di autostrada ci sarebbe infatti il Porta Elisa della società rossonera. L’impianto al momento dispone di 12mila posti, estendibili fino a 16mila. Di recente sono stati fatti degli interventi di maquillage tali da farlo diventare – oltre ovviamente al Castellani di Empoli (unico omologato per la serie A) ma per il quale la sindaca Brenda Barnini ha chiuso ogni porta – l’unico sul quale forse si può fare un ragionamento. Ci sarebbe anche Pistoia segnata in agenda ma il Melani (13mila posti) è malconcio. Ha dalla sua però la grande vicinanza a Firenze. Prato non ha un impianto da serie A, all’Arena Garibaldi di Pisa (al netto della rivalità, in questo caso sentitissima specie all’ombra della Torre pendente) ci sono infiltrazioni e settori inagibili. Una riflessione si potrebbe al limite fare su Arezzo.

Giani prende comunque tempo mentre a chiederne, di tempo, al governo è il sindaco Dario Nardella che ieri ha inviato una lettera ai ministri Giorgetti, Fitto e Sangiuliano sul caso Franchi:

"La procedura di gara ha portato alla individuazione della migliore offerta e all’aggiudicazione al raggruppamento di imprese vincitrici entro la fine dell’anno, come richiesto dai finanziamenti ottenuti nell’ambito del PNC PNRR – premette il sindaco – Risulta quindi ad oggi obbligatorio rispettare anche gli altri obbiettivi previsti dal finanziamento, ovvero l’inizio lavori entro il 31 Marzo 2024 e la fine lavori/collaudo entro dicembre 2026. Come condiviso con il Ministro Abodi, con queste scadenze risulta impossibile portare avanti i lavori di riqualificazione e allo stesso tempo mantenere la fruibilità dello Stadio per la Fiorentina per le due prossime stagioni sportive. Ciò "crea un forte disagio per la società viola, per i tifosi". "Con la Fiorentina stiamo definendo delle soluzioni che potrebbero consentire di poter disputare a Firenze a partire da gennaio 2025 le partite di calcio di serie A. Per poter utilizzare lo stadio Franchi fino a tale data sarebbe necessario modificare gli obiettivi del finanziamento PNC PNRR in particolar modo quello legato alla fine lavori/collaudo al 31 dicembre 2026. Sono a richiedere un vostro interessamento diretto a verificare la possibilità di una modifica degli obiettivi connessi al finanziamento Pnc Pnrr".

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