“Sogniamo un lavoro stabile e un’università senza ansia e competizione”: in 3mila all’open day di UniFi

Al campus Morgagni si sono riversate le future matricole. Preoccupano la precarietà ed il lavoro sottopagato. I docenti: “I ragazzi scelgono in base alle prospettive occupazionali”

Ragazzi all'open day UniFi al Campus Morgagni

Ragazzi all'open day UniFi al Campus Morgagni

Firenze, 2 marzo 2024 – Pragmatici ma allo stesso tempo sognatori. Oltre 3mila giovani hanno affollato stamani il campus di viale Morgagni, dove si è svolto ‘Un giorno all’Università’, il principale evento di orientamento targato UniFi. Laboratori interattivi, punti informativi, stand delle varie Scuole. E poi approfondimenti sui test per l’accesso ai corsi di laurea, uno Student Café per confrontarsi con chi sta già frequentando l’Università.

I ragazzi dimostrano di avere le idee abbastanza chiare. Soprattutto, chiedono una stabilità lavorativa, perchè ammettono di essere preoccupati dall’ipotesi di “ritrovarsi precari e sottopagati”. Lo confermano i docenti orientatatori impegnati a sciogliere i dubbi degli studenti: “Ci chiedono subito quali sono le prospettive lavorative dei vari corsi. I giovani cercano un lavoro vero, vogliono sapere subito se il percorso che intraprenderanno li porterà ad avere delle prospettive stabili. Vediamo molta concretezza in loro. Noi però crediamo che a quell’età sia importante coltivare anche la dimensione del sogno”.

Ma quali sono i desideri delle future matricole? Lo si vede dalle frasi lasciate nella bacheca ‘L’Università che vorrei’…”. C’è chi sogna un percorso di studi “senza stress e competizione”, chi chiede di “togliere i test di ingresso” e chi ammette di sperare di trovare l’amore tra i banchi dell’Ateneo.

“Il crescente interesse verso l’Università è un segnale molto positivo. È importante che i ragazzi facciano una scelta consapevole - sorride la rettrice Alessandra Petrucci -. Girando tra i vari stand ho notato che tutte le Scuole registrano un buon afflusso”. Tra le novità del prossimo anno accademico, all’interno di un ventaglio di 62 lauree triennali, 9 a ciclo unico e 75 magistrali, spicca il nuovo nuovo corso di laurea triennale, di prossima approvazione ministeriale, in “Tecniche e tecnologie per le costruzioni e il territorio”: è un corso di laurea professionalizzante – con la caratteristica di permettere un veloce inserimento nel mondo del lavoro – abilitante alla professione del Geometra e del Perito industriale edile. Il percorso innalza a livello universitario la formazione di tecnici in grado di utilizzare le più avanzate tecnologie disponibili a supporto delle professioni nei settori delle costruzioni e della gestione del territorio.

Anche l’intelligenza artificiale è presente all’interno del nostro Ateneo. Ma in che modo? “La troviamo soprattutto all’interno delle discipline tecnologico-scientifiche - risponde Petrucci -. Ma coinvolge anche ad esempio Giurisprudenza, che si occupa dell’aspetto legale dell’intelligenza artificiale. E le aree umanistiche, impegnate invece sul lato etico. Non dimentichiamo che l’intelligenza artificiale deve rappresentare un aiuto, non una sostituzione”.

Tra le curiosità, il ‘fermentino’ presentato dal Dagri, il dipartimento di Scienze e Tecnologie Agrarie, Alimentari, Ambientali e Forestali, che serve per ottenere il vino e anche per aromatizzarlo. I ragazzi si stupiscono di fronte a quanta tecnologia sia entrata nel campo dell’agraria. Basti pensare all’uso dei droni, necessari per monitorare i campi ed anche per trattare i terreni.

I ragazzi si spostano da uno stand all’altro. Prendono i vari depliant, partecipano agli incontri sui Tolc, i test online per accedere all’Università. “Non ho le idee molto chiare - ammette Giada Alpi -. Sono indecisa tra varie Scuole, come Psicologia e Sociologia. Sogno di avere una stabilità economica tale che mi permetta di formare una famiglia. Mi spaventa molto la precarietà che vedo nel lavoro”. E se Beatrice accarezza l’idea di lavorare, da chimica, nel settore del tessile, sia Maria che Chiara puntano su Medicina. “Un mondo capace di regalare tante soddisfazioni”, dicono le due ragazze, entrambe iscritte al liceo scientifico. Giusto il numero chiuso? “No. La scrematura andrebbe fatta dopo il primo anno”, risponde Chiara. Lorenzo Tosoni è indeciso tra tre strade, tutte però accomunate “da un futuro professionale all’insegna della relazione con le persone”. “Sono fiducioso - dice il giovane, - perchè negli ambiti della psicologia e delle risorse umane vedo che le offerte di lavoro non mancano”.

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