REDAZIONE FIRENZE

Sistema moda in crisi, ora l’autunno fa paura

La crisi nel settore della moda toscana richiede politiche industriali a lungo termine per proteggere l'occupazione e l'economia regionale. Confindustria e sindacati lavorano insieme per rilanciare il comparto puntando su qualità, sostenibilità e innovazione.

Niccolò Moschini. , vicepresidente di Confindustria Toscana Centro e Costa

Niccolò Moschini. , vicepresidente di Confindustria Toscana Centro e Costa

Sistema della moda, come si resiste alla ‘tempesta perfetta’? Una domanda che molti imprenditori e lavoratori del settore si stanno ponendo alla luce di questa crisi che sembra non essere ancora arrivata alla fine. "Oggi non basta porre semplicemente attenzione a una delle crisi più severe degli ultimi decenni – ha detto il vice presidente con delega al manifatturiero, moda e made in Italy di Confindustria Toscana Centro e Costa, Niccolò Moschini - ma occorre individuare politiche industriali di lungo respiro che si traducano subito in risposte tangibili ed efficaci, al fine di tutelare, proteggere e valorizzare i nostri distretti toscani della pelletteria, della calzatura e dell’abbigliamento, unici per competenze, qualità ed eccellenza".

La crisi in corso è frutto della combinazione tra più elementi negativi: in primis i conflitti nelle aree più calde del pianeta, un’inflazione ancora non domata e mercati internazionali alle prese con una domanda a dir poco fiacca per i prodotti del lusso made in Italy. "Sono tutti elementi che portano incertezza – ha detto ancora Moschini – diffidenza, calo dei consumi e che disincentivano gli investimenti. A settembre ci aspetterà un rientro difficile, da affrontare in modo unito e coeso". Anche perché se cede il comparto della moda, fra tessile e pelletteria, che dà lavoro al 40% degli occupati dell’industria su base regionale, cede l’economia toscana. Confindustria ha provato a fare sistema, grazie a un patto siglato con le organizzazioni territoriali fiorentine di Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec-Uil - e con il contributo di Assopellettieri.

Un’intesa che ha puntato a coinvolgere tutti i portatori di interesse del settore in un concreto progetto di rilancio che facesse leva sulle peculiarità della filiera: altissima qualità, sostenibilità e legalità. Serve un percorso per uscire dal momento di difficoltà. "Un percorso – ha concluso Moschini – che parte da lontano; richiede strategie di lungo respiro e interventi strutturali molto incisivi su molti fronti: dall’innovazione di prodotto e di processo, passando per la formazione del capitale umano a quella di mercato". Il sistema produttivo deve essere rivoluzionato, un mantra che molti stanno ripetendo.

Fabrizio Morviducci