Era inevitabile che il bubbone politico scoppiasse. La settimana orribile di Santa Maria Novella (il taccuino delle cronache annota tristemente l’omicidio di un ragazzo e, a seguire, risse, bottigliate e coltelli che spuntano ormai a ogni spigolo di strada) sfocia in un lunedì infuocato con j’accuse incrociati e scontri frontali tra Pd e opposizioni.
Il tema della sicurezza, al netto di tutte le grane di una città in affanno per i cantieri, gli affitti drogati dal turismo e il tessuto sociale sempre più sfilacciato, è ora il più urgente da affrontare e con le elezioni comunali alle porte finisce inevitabilmente per innescare risse politiche.
Come ieri quando il leader di Italia Viva Matteo Renzi, ormai in guerra aperta con Nardella ha esordito così: "In centro scene da Far West mai viste. L’amministrazione comunale che verrà farebbe bene a concentrarsi sulla sicurezza e la vivibilità, altro che stadio e visibilità".
Ma a dare il la alla bagarre del lunedì è stato propio il Pd. Prima con il parlamentare Federico Gianassi che, parlando di un esecutivo "allo sbando" e "senza una strategia" sulla sicurezza ha annunciato "un’interrogazione urgente al ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, per chiedere conto di questo immobilismo del governo" in una Firenze dove, attacca, "gli organici sono modesti e calcolati su una popolazione residente di 360mila abitanti quando tutti sanno che tra lavoratori che ogni giorno entrano in città e turisti, sono circa 15 milioni le persone che ogni anno la vivono".
Poi, a metà giornata e con una nota durissima, è arrivato a rincarare la dose il segretario cittadino dem, Andrea Ceccarelli: "Sono mesi che lanciamo grida d’allarme riguardo alla carenza degli organici nelle forze dell’ordine. – si legge – L’urgenza di un provvedimento serio in materia di sicurezza, che ricordiamo è competenza dello Stato, è sotto gli occhi di tutti e chiediamo quindi al ministro Piantedosi e al governo interventi che siano all’altezza della situazione, mandando i 200 nuovi agenti. Siamo pronti a fare un Consiglio comunale aperto sul tema della sicurezza, al quale chiediamo al ministro di partecipare. Ci dia una data al più presto". Quindi il carico da novanta: "È tempo di interventi eccezionali ed è necessario che il ministro proceda con misure straordinarie, anche con la sostituzione del questore Maurizio Auriemma".
È la miccia che accende lo scontro. Contro i dem piovono reazioni da ogni dove, dalla sinistra critica alle destre. Il renziano Francesco Bonifazi parla di "inciviltà istituzionale" mentre al trio di consiglieri comunali delreiani di Firenze Democratica Calistri-Di Puccio-Piccioli attaccano un Pd che "mostra la sua autoreferenzialità nel governo della città e l’arroganza di chi pensa di poter attribuire colpe e decidere chi deve sedere o meno nelle postazioni di comando". Arriva anche una nota della sinistra critica di Dmitrij Palagi e Antonella Bundu che però approccia la questione da un altro punto di vista: "Chiedere la sostituzione del questore per problemi di sicurezza, perché non fa abbastanza in materia di repressione, è un clamoroso regalo alle destre".
Il capogruppo della Lega Federico Bussolin non va tanto per il sottile. "Sono vergognosi" premette riferendosi agli eponenti del Pd, per poi aggiungere che "alla loro campagna scarica barile noi rispondiamo rinnovando la richiesta di realizzare il Centro rimpatri e dotare di taser la polizia municipale".
Poi arriva il parlamentare di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli con le sue parole di fuoco: quelli del Pd "hanno una faccia tosta imbarazzante, i disastri sulla sicurezza in città provocati dalla loro incapacità politica sono sotto gli occhi di tutti ma pur di non ammettere gli sbagli sanno solo scaricare le colpe sulle forze dell’ordine" le sue parole. Solo a Firenze, aggiunge Donzelli, "il governo Meloni ha messo a disposizione della città 109 nuovi poliziotti, 42 carabinieri e 13 finanzieri e nell’area metropolitana governata da Nardella sono stati assegnati 260 uomini".
A dar man forte a Donzelli il sottosegretario all’Interno, Nicola Molteni: "Il Pd ha il coraggio di parlare proprio ora che il nostro governo ha aumentato le risorse e rafforzato in tutta Italia le operazioni ‘strade sicure’ e ‘stazioni sicure’. Eppure quando il Conte II aveva ridotto a Firenze il contingente a disposizione, il sindaco Nardella e il Pd fiorentino erano stati zitti e buoni...".
I dem riprendono fiato solo in serata con l’assessora alla sicurezza Benedetta Albanese che risponde per le rime a entrambi. Prima al parlamentare ("Devo ricordare a Donzelli che dice numeri a caso perché in realtà gli organici sono in calo. Basta bluff") poi al sottosegretario ("Apprendiamo da Molteni numeri mirabolanti sulle forze dell’ordine a Firenze, numeri che non hanno alcuna corrispondenza con la realtà delle nostre strade, chissà tutto questo personale in più dove è stato nascosto...").