Schmidt resta in pole : "Vinciamo solo con lui". Ma si lavora a un piano B. Un civico in panchina?

Il direttore uscente degli Uffizi convince (quasi) tutti da FdI a Forza Italia. Le eventuali alternative? Cellai tra i politici, Gabbrielli possibile outsider. .

Schmidt resta in pole : "Vinciamo solo con lui". Ma si lavora a un piano B. Un civico in panchina?

Schmidt resta in pole : "Vinciamo solo con lui". Ma si lavora a un piano B. Un civico in panchina?

Avete presente l’affascinante e adrenalinica fase dela ’mossa’ nel Palio di Siena? Ci sono nove contrade al canape e una, di rincorsa, che resta fuori e aspetta il momento giusto per entrare.

Chi ha avuto in sorte il cavallo buono ci crede e prega, gli altri, più o meno, fanno da comparsa (o da guastafeste). Chi conosce la giostra medievale più famosa d’Italia saprà anche che, se non si vince la cosa, più importante è impedire che lo faccia la contrada rivale.

Bene, ora immaginiamo la coalizione di centrosinistra a trazione dem al canape che fa a nerbate con Italia Viva e con tutte le forze moderate che vi graviteranno intorno da qui a giugno.

Il centrodestra, di rincorsa, ha un’occasione d’oro. Infilarsi, dare la mossa e partire al galoppo più sfrenato. Perché tra i due litiganti, in teoria, l’adagio vuole che il terzo sia destinato a godere.

Bene, perché allora non si muove? Perché non scatta e prova a prendersi qualche metro di vantaggio in una competizione elettorale che, al netto delle contingenze, vede le destre da sempre partire sfavorite per la poltrona top di Palazzo Vecchio?

C’è forse qualche riserva dell’ultim’ora sul candidato prescelto (ma che ancora deve sciogliere la riserva, lo farà entro i primi di gennaio...), il direttore uscente degli Uffizi Eike Schmidt?

Dai piani alti del centrodestra non arrivano conferme di possibili retromarcia, ma neanche smentite nette. "Schmidt è l’uomo sul quale abbiamo puntato e in cui crediamo – il leit motiv dei dirigenti – certo però...". Certo però? "Però, vanno valutate le contingenze e ci sono ancora alcuni aspetti da chiarire" le risposte diplomatiche che si rincorrono da FdI a Forza Italia.

Quali sarebbero questi aspetti da chiarire? Il primo sembra sia la decisione che dovrà prendere la stesso Schmidt, fresco di nomina a Capodimonte: scendere in campo o no. E potrebbero essere incontri e messaggi che scalfiscono l’iniziale certezza di Eike.

Ci sarebbero però anche pressioni interne a Fratelli d’Italia per cercare di scalzare Schmidt e rilanciare una candidatura politica tanto al 30% (dicono pure i sondaggi del Pd) ci si arriva lo stesso. Non è un mistero che al senatore meloniano Paolo Marcheschi l’idea di correre non dispiacerebbe affatto. Ed è un sogno nel cassetto anche di Jacopo Cellai, coordinatore fiorentino del partito, che ieri qualcuno sussurrava potesse essere il nome da lanciare nel caso s’inceppasse l’operazione Schmidt. Scenario possibile? Improbabile. Più facile che, sempre nel caso in cui il nome del direttore degli Uffizi dovesse essere accanonato, il centrodestra torni a puntare su un civico, perché – e su questo convergono quasi tutti – "nessun politico da queste parti avrebbe la forza di imporsi e di fare davvero la differenza". E anche di far convergere voti dei riformisti al ballottaggio.

E quali le ipotesi per un eventuale piano B? Era circolato il nome dell’amministratore delegato di Pitti Immagine Raffaello Napoleone così come, di nuovo quello di Leonardo Bassilichi, presidente della Camera di Commercio. Voci, appunto. Poco di più. Fratelli d’Italia, che comunque tiene in mano il pallino del gioco, potrebbe poi rispolverare Stefano Gabbrielli, l’ad del colosso congressuale Enic. Nomi che girano, ma restano sottotraccia. "Il nostro candidato è Eike Schmidt, siamo tutti d’accordo. Aspettiamo solo che sciolga la riserva" continuano comunque a ripetere da Firenze a Roma. Sarà vero? Vedremo.

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