REDAZIONE FIRENZE

Scarperia, storia delle parrocchie: "Si cercano altre foto e notizie"

C’erano tante persone, all’inaugurazione della mostra ’La memoria è il nostro futuro’, allestita nel centro di Scarperia, nella vecchia propositura....

C’erano tante persone, all’inaugurazione della mostra ’La memoria è il nostro futuro’, allestita nel centro di Scarperia, nella vecchia propositura....

C’erano tante persone, all’inaugurazione della mostra ’La memoria è il nostro futuro’, allestita nel centro di Scarperia, nella vecchia propositura....

C’erano tante persone, all’inaugurazione della mostra ’La memoria è il nostro futuro’, allestita nel centro di Scarperia, nella vecchia propositura. Perché è una mostra particolare, che raccoglie foto e ricordi degli ambienti delle tre parrocchie dell’Unità pastorale, Scarperia, Sant’Agata e Fagna. Insieme alla storia antica dei locali, una ventina di volontari hanno ricercato e documentato anche la vita, le attività svolte in quegli ambienti negli ultimi cento anni. E sono emerse, nelle trentacinque schede predisposte, tantissime cose ormai dimenticate o addirittura sconosciute.

Come l’abitudine, ogni volta che uno scarperiese era in pericolo di vita, di scoprire l’immagine della Madonna di Piazza e suonare a lungo una campanella posta all’ingresso del piccolo oratorio; o la scelta di monsignor Bianchi, parroco di Fagna, di aprire per due mesi le porte della chiesa per dare alloggio a numerosi sfollati durante la guerra. O la storia del circolo Mcl che fu costruito al posto di una vigna attigua alla parrocchia, per scelta dell’allora parroco don Bitossi – sessanta anni fa –, per dare ai parrocchiani un luogo per attività ricreative e sportive. E poi la presenza delle suore, impegnate nell’offrire alla comunità un asilo, la scuola elementare e la scuola di ricamo, asilo delle suore, lo ha ricordato il sindaco Ignesti al momento dell’inaugurazione, che lui stesso ha frequentato.

"Dal Sinodo – dice uno dei coordinatori della mostra, Alessandro Bettarini – che ha coinvolto circa 500 persone, è emersa la richiesta di aprire di più al paese i locali parrocchiali; da qui la necessità di conoscerne la storia, per far sapere a tutti coloro che li frequenteranno da quale visione e impegno sono nati e sono stati conservati. E l’invito è a visitare la mostra: se qualcuno ha foto, notizie, integrazioni può ancora segnalarci il materiale".

P.G.