Sara Franci su maxischermo durante la prima mondiale dell’iPad pro
Sara Franci su maxischermo durante la prima mondiale dell’iPad pro

Firenze, 1 novembre 2018 - Il suo volto e il suo nome hanno scatenato l’applauso del pubblico alla Howard Gilman Opera House di Brooklyn, eppure prima che la sua foto venisse proiettata sul maxischermo nessuno la conosceva negli Usa. E’ stata uno dei vertici della Apple, la vicepresidente senior retail Angela Ahrendts, a spiegare che Sara Franci, 35 anni, fiorentina, era stata presa a modello dall’azienda di Cupertino perché simbolo di cliente capace di utilizzare uno dei loro strumenti per realizzare le proprie passioni e “andare oltre”. Un vero scossone anche per lei, che non sapeva esattamente a cosa sarebbero servite quelle foto che le avevano chiesto dalla California. «Saranno utili per un evento che si terrà il 30 ottobre, collegati e guarda». Ebbene, martedì in diretta mondiale centinaia di milioni di fan dell’azienda della mela morsicata l’hanno vista e lei stessa era fra questi, durante la presentazione del nuovo iPad pro. Sara Franci è diventata testimonial del super tablet perché proprio con questo strumento ha interamente disegnato - parti testuali comprese - un libro per bambini, “Piccolo buio”, edito da Pacini.

Ed è lei stessa a spiegare come mai la popolarità l’ha travolta: «Io ho sempre disegnato in maniera tradizionale - spiega - ma circa un anno fa andai all’Apple Store di piazza della Repubblica per acquistare un Ipad, spinta da mio marito Fabio. Volevo digitalizzarmi. Ecco perché scelsi anche di seguire alcune lezioni in un laboratorio organizzato dallo stesso negozio. Il team Apple è stato fantastico, mi ha seguito non come cliente, ma come una di famiglia: quando è terminato il libro, che pensavo di pubblicare in proprio e che invece è stato accolto da Pacini Editore, la store manager Giovanna Battistelli ne è rimasta entusiasta e ha mi ha invitato in negozio per raccontare questa esperienza».

Una storia che è arrivata fino a Cupertino, in California, sede mondiale della Apple, che ha scelto di proporre la sua storia come esempio durante la presentazione mondiale dell’iPad Pro. «Non ero affatto preparata a tutto questo - racconta Sara - perché nemmeno io sapevo cosa sarebbe successo». Sara, un trascorso da pallavolista a buoni livelli, lavora a Firenze per un tour operator dedicato agli studenti americani; ha una bellissima bambina di un anno e 4 mesi, Luna, «e non vedo l’ora che possa leggere il libro».

"Piccolo buio” è nato “da una filastrocca, che poi ho illustrato. Avevo avuto la bambina da pochi mesi quindi il tempo per disegnare era poco, nei ritagli… L’uso del digitale mi ha permesso di fare un passo in avanti e mi ha aperto possibilità che forse non avrei avuto". Il suo è un libro per bambini, ma “capace di far riflettere anche gli adulti. Parla della paura del buio, ma con un approccio diverso: con la fantasia possiamo vedere cose belle anche dentro il buio che c’è nella stanza del bambino. Era una delle mie paure e volevo affrontarla, non dobbiamo viverle come tabù”. 

"E' un libro sul perché ci fa paura il buio, la domanda di base è 'hai mai pensato al buio nell'universo?'. Questa domanda porta a una riflessione sul trovare la bellezza nei luoghi oscuri e che non vogliamo esplorare - dice ancora Sara - Sia nella stanza del bambino sia come metafora dei luoghi oscuri dentro di noi, dove si annidano le nostre paure. E sì, è anche una cosa personale perché io ho avuto paura del buio. La chiave è cercare di vedere il positivo là dove vediamo il negativo e cercare di vedere le nostre paure non come un ostacolo e, per i bambini, anche un'esortazione a usare la propria immaginazione e a vedere cosa c'è di bello nel buio come il mistero, l'avventura, i sogni".

Luca Boldrini