Rivolta a Sollicciano, il giorno dopo l’inferno in carcere: detenuti fatti rientrare nelle celle, nessun ferito

La sommossa nel penitenziario dopo il suicidio di un ragazzo di 20 anni. La prefettura: la situazione è stata riportata sotto controllo con l’intervento della polizia penitenziaria

Firenze, 5 luglio 2024 – Nel corso della notte sono stati fatti rientrare nelle loro celle i circa 80 detenuti del carcere fiorentino di Sollicciano che ieri pomeriggio hanno dato vita a una rivolta, appiccando incendi e sventolando striscioni dalle finestre, dopo il suicidio di un detenuto di 20 anni di origine tunisina. 

In base a quanto comunicato dalla prefettura non risultano feriti nei disordini. La situazione è stata riportata sotto controllo con l’intervento della polizia penitenziaria. Sono invece rimasti fuori dal penitenziario polizia e carabinieri che erano stati fatti intervenire nell’ambito del piano di sicurezza esterna attivato dalla prefettura mentre la direzione del carcere fiorentino aveva attivato l’unità di crisi. 

Quella di ieri nel carcere fiorentino è stata una giornata di pesante  tensione. Uno striscione è stato appeso: "Suicidio carcere, aiuto, help, a solo 20 anni". Urla, boati, pezzi di mura lanciate dalle finestre. "La gente muore", "Aiuto", "Dobbiamo fare giustizia noi, la polizia non fa nulla, noi siamo detenuti ma non siamo animali, ci sono le cimici che ci mangiano, ci sono i topi".

Alcuni detenuti sarebbero anche riusciti ad arrivare sul tetto del penitenziario, per poi scendere e nascondersi nel perimetro dell’istituto. Altri hanno tentato di forzare una delle porta carraie dell’istituto. 

"Purtroppo anche questa volta siamo qui a dover per l’ennesima volta denunciare episodi di estrema violenza a Sollicciano – commenta Antonio Mautone, segretario territoriale del sindacato UilPa polizia penitenziaria di Firenze –. Sono anni che denunciamo il totale abbandono in cui versa la struttura. Chiediamo immediati interventi".