Le immagini del progetto di restyling del Franchi
Le immagini del progetto di restyling del Franchi

Firenze, 24 settembre 2019 - Bello è bello. E pure di grande suggestione. Il progetto di restyling del Franchi realizzato dall’architetto Marco Casamonti regalerebbe veramente una nuova vita allo storico stadio di Campo di Marte. Che ora non si può dire sia valorizzato. Un monumento nazionale da tutelare, ingabbiato in quelle cancellate verdi, perde quasi tutto il suo splendore. Terribili le inferriate, per non parlare dei tabelloni elettronici che svettano dalla curva Ferrovia, due mostri che fanno a gara di bruttezza, come le scale di ferro dipinte di beige che in nulla somigliano a quelle meraviglie elicoidali uscite dall’ingegno di Pier Luigi Nervi. Anche le tettoie aggiunte lateralmente al pezzo pregiato della pensilina storica della tribuna, dall’alto gridano vendetta. Se è vero com’è vero che la soprintendenza ha bocciato il progetto solamente perché prevede la demolizione del 30% delle strutture degli anni Trenta, ma ha dato tutta la piena collaborazione per trovare soluzioni alternative per avvicinare le curve al campo di calcio, viene da domandarsi perché si voglia buttare il bambino con l’acqua sporca. Ingegneri e architetti, pur non cedendo all’azzardo, altrove poco riuscito, di realizzare un nuovo stadio dentro lo stadio, potrebbero sfruttare l’occasione per inventarsi una soluzione ad alta tecnologia e un modo per sfruttare lo spazio cerniera che verrebbe a crearsi tra vecchia e nuova gradinata: giardini pensili? spazi gioco? aree commerciali?

Invece no. Per una volta che nessuno ha da ridire sulla risposta rapida ed efficace della soprintendenza, perché non si raccoglie il guanto? Con gli ingegni e gli strumenti a disposizione sembra quasi impossibile che non ci sia un’alternativa alla demolizione totale delle due curve per avvicinare i tifosi al campo, realizzando due nuove tribune. La soprintendenza ci sta. La Fiorentina ha presentato il progetto e sta ancora aspettando una comunicazione ufficiale dalla soprintendenza, anche se, almeno a quanto ne dice pubblicamente il sindaco Dario Nardella, sembrerebbe che senza abbattimento delle curve il progetto non possa essere realizzato. Eppure con il vento favorevole sarebbe la soluzione più rapida per avere uno stadio bellissimo, comodo, un monumento salvaguardato. Tre anni al massimo per vederlo completato. Certo, la spesa è doppia rispetto a quanto sarebbe necessario per realizzare un nuovo stadio. Ma a Novoli, l’area Mercafir non convince la proprietà della Fiorentina per i noti problemi. Anche se il sindaco si è impegnato a far realizzare il progetto entro il quinquennio del suo mandato, il timore che questi cinque anni possano servire solamente per ottenere tutti i permessi scoraggia il patron Rocco Commisso. C’è da spostare la Mercafir nell’area Nord e qui si ritorna ai domandoni ormai di antica memoria: chi paga per il trasferimento dei mercati generali? uando saranno spostati?

Eppure Novoli è l’unica soluzione alla quale il sindaco Nardella sta effettivamente lavorando da anni. Altrimenti ci sarebbe l’area di Campi Bisenzio, trenta ettari il cui acquisto è opzionato dalla Fiorentina: c’è tempo fino alla fine di ottobre. Un percorso in discesa, a sentire il primo cittadino di campi Emiliano Fossi, un’idea «che non esiste» per il sindaco fiorentino Nardella. Con Commisso che, tutto sommato, non disdegna, ma aspetta che gli venga detto qualcosa.
Mentre si pensa anche ad altre soluzioni, per esempio si ricomincia a mettere in ballo l’area di Castello, quella porzione dove sarebbe dovuta sorgere la nuova Mercafir che invece resterà a Novoli. In ogni caso si spera che il grande dibattito sollevato porti a una soluzione definitiva. Che non si perda l’occasione, stavolta.