Firenze, 25 dicembre 2018 - Ago, filo, simpatia, un po' di artigianato nel mettersi insieme e allestire una tavola larga ed essere insieme per accogliersi. Il Natale di Sant'Egidio ha questi ingredienti, come elementi che ne fanno un presepe vivente nel giorno in cui nasce un Re bambino e indifeso, collocato in una mangiatoia. Il cardinale Giuseppe Betori, che ha partecipato al pranzo preparato in collaborazione con l'Arcidiocesi nella basilica di San Lorenzo, nel salutare gli oltre mille partecipanti parte proprio da quest'immagine sulla quale ha insistito Papa Francesco: "In una mangiatoia dunque si mangia" e se Gesù si è fatto nutrimento, l'augurio è che ciascuno diventi in un certo senso cibo e nutrimento per gli altri, nella città, nei luoghi in cui si vive.

Come a Brozzi, Le Piagge, quartieri da cui tanti amici - oltre 270 - hanno raggiunto il centro Spazio reale per l'altro pranzo di Sant'Egidio. Qui, tra quelli che preparavano in cucina, c'era anche Mor, uno dei senegalesi vittime degli attentati che colpirono alcuni poveri ambulanti, due dei quali mortalmente, tra Piazza Dalmazia e il Mercato Centrale. A tavola erano seduti volontari, amici dell'associazione ma anche anziani e persone sole oltre a senza fissa dimora, anziani, richiedenti asilo, rom. Pasti, regali e allestimento delle tavole sono stati curati da associazioni, commercianti, e operatori di diversi settori.

Due anche i pranzi organizzati a Livorno, nella chiesa di San Giovanni Battista e presso la ex-circoscrizione di Corea. A Pisa l'appuntamento nella Chiesa di San Matteo, e a Lucca presso il complesso monumentale di San Francesco e nel quartiere di Pontetetto. Nel complesso, oltre 2.500 persone in Toscana hanno preso parte ai pranzi di Natale, una "mensa" allargata alle relazioni maturate nelle diverse zone delle città, che rilancia la volontà di stare insieme e al tempo stesso sedere a una tavola nella quale non si riconosce chi serve e chi è servito, chi è solo e chi no proprio perché in quel giorno - ma anche nel resto dell'anno - nessuno deve restare solo: amici, volontari, italiani e stranieri, ma è più corretto dire italiani e nuovi italiani, amici del quartiere, che siedono insieme a senza fissa dimora, anziani, richiedenti asilo, Rom.

Tutti, a Firenze, sono stati invitati il primo gennaio 2019, alle 10.45, in piazza San Lorenzo per la Giornata mondiale della pace: si attraverserà la città col corteo 'Pace in tutte le terre' per raggiungere Santa Maria dei Ricci in via del Corso a mezzogiorno per l'Angelus e poi per un momento conviviale.