Fango a Ponte Al Pino, Nardella: “Le ditte stiano più attente”. Giani: “Danni fisiologici”

Firenze, le reazioni dopo l’allagamento della zona a causa di un problema durante gli scavi dell’alta velocità. I No Tav: “Tanti dubbi, opera nata male”

L'allagamento a Ponte al Pino (Foto Gianluca Moggi / New Press Photo)

L'allagamento a Ponte al Pino (Foto Gianluca Moggi / New Press Photo)

Firenze, 13 dicembre 2023 – L’allagamento e l'ondata di fango che hanno invaso il Ponte al Pino nel pomeriggio di martedì e che hanno creato caos nel traffico cittadino fanno come ci si aspettava discutere. Sotto accusa le ditte che scavano con la “talpa” che sta edificando il tunnel ferroviario dell’alta velocità che passerà sotto Firenze. Lavori certamente non semplici e che hanno provocato questo disagio.

Dice il sindaco Nardella: “Mi rivolgo anzitutto al consorzio delle imprese e faccio un invito forte e netto a migliorare le attività di controllo e di monitoraggio di tutto ciò che è a contorno del cantiere» dell'Av «e che può avere implicazioni pesanti come quella grave che si è avuta ieri sul funzionamento complessivo della città».

Il sindaco è preoccupato per problemi simili che potranno sorgere. «Noi - ha avvisato Nardella - non possiamo tollerare ulteriori problemi di questo carattere ed il consorzio delle imprese che è impegnato nell'attività dello scavo dell'Alta velocità, che è una infrastruttura fondamentale per tutto il territorio, deve avere il massimo dell'attenzione e fare più di quanto non ha fatto perché a nostro avviso quello che è successo ieri si doveva e si poteva evitare».

«L'ingegner Giacomo Parenti che è il presidente dell'Osservatorio ambientale mi ha informato di una immediata convocazione dell'osservatorio stesso che si svolgerà oggi pomeriggio - ha aggiunto -. Inoltre bisogna mettere via l'allarmismo perché anche qui strumentalizzare e sfruttare un problema oggettivo che noi stessi abbiamo rilevato è francamente inaccettabile e rasenta l'illegalità».

 

«Da come sono stato informato da Rfi – dice il presidente della Regione Eugenio Giani - si tratta di lavori che vanno avanti bene. Da un punto di vista della realtà concreta ieri si è trattato di imbattersi in una conduttura che ha generato quel disagio. Ma è fisiologico per una talpa meccanica che deve scavare 6,8 chilometri nel sottosuolo da Campo di Marte fino a Rifredi e che può imbattersi in ciò che non è tracciato sulle mappe».

«Questa intersezione - ha aggiunto Giani - non ha provocato danni rilevanti se non per il disagio arrecato al traffico. Per quello che mi risulta si va avanti con la consapevolezza che sono cose che possono accadere per un'opera che rappresenterà forse quella più importante per la

Firenze a cavallo tra il 20/o e il 21/o secolo».

E l’incidente al Ponte al Pino non poteva non scatenare ancora di più i No Tunnel Tav, che di fronte a quelle immagini di acqua e fango che uscivano tipo geyser rilanciano tutte le loro preoccupazioni.

“Se già all'inizio dello scavo della prima galleria si verificano fenomeni del genere c'è da chiedersi se si intende andare avanti così, a tentoni”. Non usano mezzi termini dal comitato No Tunnel Tav di Firenze in una nota dedicata all'emergenza presso il cantiere Av a Campo di Marte.

“Vengono ulteriori dubbi - proseguono i No Tav, - sul livello del progetto che, lo ricordiamo, deve attraversare la città interessando oltre 300 edifici dichiarati e oltre 4.000 unità immobiliari, a rischio danni, come riconosciuto nel progetto”.

Secondo il comitato si tratta di “un’opera nata male” che “sarà un danno per la città, anche se non si verificassero problemi al patrimonio edilizio”. “Sarebbe saggio non perseverare negli errori e potenziare le linee si superficie. Ma si sa, l'odore dei miliardi può davvero impedire ogni saggio ripensamento”, attaccano i No Tunnel Tav. Ma non basta: “Chi mal comincia non sa se finirà l'opera. E poi c'è da rimanere piuttosto stupiti del fatto che già all'inizio dei lavori della galleria del passante Tav si abbiano problemi come quelli emersi ieri al Ponte del Pino. Fino ad ora si sono avute solo mielose rassicurazioni e si è parlato di scavi guidati dall'intelligenza artificiale. Rfi ha parlato di un carotaggio non segnalato che ha fatto uscire il fluido tenuto in pressione dalla macchina; forse dopo 16 anni di cantieri lentissimi ci si è dimenticati anche di quello che è stato fatto e di dove sono stati fatti dei carotaggi?”.

Quanto successo ieri ha sollevato un vespaio di polemiche anche dalle opposizioni,  ovviamente. “Firenze si è ritrovata con Ponte al Pino completamente transennato. Non solo viene impedita la circolazione ad auto, moto e bus ma anche ai pedoni - accusa il capogruppo della Lega a Palazzo Vecchio Federico Bussolin - Ponte al Pino è un'arteria fondamentale per collegare tutta la zona del Campo di Marte con i viali di circonvallazione ed il centro storico. Quello del Ponte al Pino è un problema che i fiorentini si portano dietro da ormai molto tempo. Cosa ha da dire l'assessore Stefano Giorgetti? Glielo chiederemo attraverso un question time che presenteremo per il Consiglio comunale di lunedì prossimo”. Antonella Bundu e Dmitrij Palagi di Sinistra Progetto Comune affermano che “nel cantiere Tav non si scava, ma c’è un allagamento. È una follia. Si tratta di una grande opera inutile e dannosa, costantemente rimandata, su cui manca trasparenza”.

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