NICCOLO' GRAMIGNI
Cronaca

Attacco a ospedale pediatrico Kiev, Giani: “Pronti ad attivare ponte sanitario con Meyer"

Le parole del presidente della Regione

L'ospedale Meyer di Firenze

L'ospedale Meyer di Firenze

Firenze, 9 luglio 2024 - Poche ore dopo il crudele e ingiustificato attacco dei missili russi all’ospedale pediatrico di Kyiv che rappresenta l’ennesima violazione dei diritti umani  e un vero e proprio crimine di guerra da parte della Federazione Russa, la Toscana è pronta a dare il proprio contributo. Le autorità ucraine in Italia nell’immediatezza dell’accaduto hanno contattato il presidente Giani per sondare la disponibilità a fornire un aiuto per risolvere la difficile situazione sanitaria che si è venuta a creare in conseguenza dell’attacco e che coinvolge molti bambini, che necessitano di cure immediate, e le loro famiglie.

La Toscana e la Regione di Kyiv  sono legate da un accordo siglato il 5 marzo scorso dal presidente Eugenio Giani e da Ruslan Kravchenko, capo dell'Amministrazione della Regione della capitale ucraina. Il quadro di collaborazione del documento prevede proprio una risposta all'emergenza umanitaria nella Regione di Kyiv causata dall’aggressione militare russa. Nell'immediato l’AOU Meyer metterà a disposizione 10 posti nei reparti di oncologia, pediatria e chirurgia. Inoltre, attraverso strutture del Terzo settore, potranno trovare ospitalità anche  accompagnatori e famigliari dei minori ospitati.

“Ancora una volta la Toscana è vicina al dramma dell’Ucraina - ha detto il presidente Giani - accanto all’indignazione per l’ennesima violazione dei più elementari principi di umanità che questa volta hanno raggiunto persino bambini inermi e bisognosi di cure ospedaliere. Ci muove il desiderio e l’obbligo morale di dare il nostro contributo concreto, intervenendo immediatamente con una delle nostre eccellenze toscane in ambito sanitario, l’Ospedale pediatrico Meyer. Ringrazio i professionisti e il mondo del volontariato che in queste ore si sta attivando e che è ancora una volta motivo di orgoglio in situazioni di emergenza”.