Firenze, 4 agosto 2018 - Ernia del disco, che dolore. E che sofferenza quando la patologia non si risolve spontaneamente entro due mesi. Se l’ernia continua a provocare dolore e, peggio, compaiono problemi sensitivo-motori, si comincia a pensare al trattamento chirurgico. Che diventa essenziale quando si manifestano la sindrome della cauda equina (compressione dell’ernia che colpisce un fascio di nervi fondamentale per la funzionalità delle gambe) oppure paresi dei muscoli e gravi deficit motori.

Grazie alla ricerca le tecniche chirurgiche hanno fatto passi da gigante. E se la nuova tecnica mininvasiva per rimuovere l’ernia del disco lombare con sonda endoscopica vertebrale che si introduce per via percutanea (la cosiddetta Peld), è nata a Careggi nel 2015, oggi è diventata un trattamento sempre più sicuro ed esteso. E consente di operare un numero sempre maggiore di pazienti risolvendo il problema in sole 24 ore. Un’altra ottima notizia è che a breve sarà disponibile una nuova tecnologia in grado di allargare il trattamento endoscopico anche alle stenosi lombari (il restringimento del canale lombare con rischio di grave invalidità) che permetterà di intervenire in sicurezza anche sui pazienti più anziani.

«L’aspetto più significativo di questa tecnica chirurgica è quello di poter fornire al paziente un’opzione terapeutica per il trattamento della patologia discale realmente mininvasiva – spiega Lorenzo Paoli, neurochirurgo di Careggi – Con un rischio postchirurgico indiscutibilmente minore, soprattutto se paragonato alle tecniche classiche: il paziente viene dimesso entro 24 ore e la media della convalescenza postchirurgica è ristretta a 7 giorni, il 75% in meno rispetto alle tecniche minivasive tradizionali».

A Careggi i neurochirurghi hanno approfondito le tecniche chirurgiche endoscopiche sind dal 2009, attraverso un lungo percorso di formazione nei maggiori centri chirurgici internazionali, a partire dal noto ospedale St. Hanna di Herne in Germania fino al Wooridul Spine Center di Seul (in Corea del Sud), un centro dove vengono curati circa 90mila pazienti all’anno. Grazie alle autorevoli collaborazioni internazionali, Careggi è il primo centro italiano di chirurgia endoscopica per il trattamento dell’ernia del disco, scelto come centro di riferimento nazionale per la formazione dei futuri chirurghi vertebrali endoscopici.

«Ad oggi sono stati eseguiti più di 350 interventi con risultati eccellenti e documentati – spiega Paoli – Il frammento di ernia espulso viene asportato attraverso uno strumento endoscopico di pochi millimetri delicatamente posizionato per via percutanea direttamente all’interno del canale vertebrale, senza nessun trauma per le strutture muscolari e tendinee».