Firenze, 17 giugno 2021 - Quello che nessuno voleva, ma che tutti temevano, sta per accadere. Ancora prima della scadenza di agosto, anniversario dei quattro anni del brutale delitto: il ceceno Rassoul Bissoultanov, principale ma non unico imputato per l’omicidio di Niccolò Ciatti, sta per uscire dal carcere. La notizia è arrivata direttamente a Luigi Ciatti dalla Spagna, assieme a una prima, seppur informale informazione sulla data della prima udienza. "Il processo inizierà tra novembre e dicembre - dice Luigi Ciatti - ma questo comporterà in automatico la scarcerazione, forse già oggi, del ceceno, perché entro i quattro anni previsti per la carcerazione preventiva, il processo non avrà comunque inizio". Una doccia gelata che provoca una reazione rabbiosa di un genitore che dall’agosto del 2017, ha dedicato la sua vita alla ricerca della giustizia per suo figlio.

Niccolò Ciatti

"In quattro anni in Spagna non sono stati in grado di fare un processo, e non c’entra il covid. Uscirà impunito dopo quello che ha fatto a Niccolò, è vergognoso. Dovrebbe avere un obbligo di firma, ma non avrà neanche il braccialetto elettronico e anche se gli verrà ritirato il passaporto sarà libero di spostarsi per l’Europa. Ci sentiamo presi in giro. Perché l’Italia non interviene?".

Dal punto di vista giudiziario, la procura di Roma aveva chiesto e ottenuto una misura cautelare per l’altro ceceno, coimputato per l’omicidio del giovane commerciante di Scandicci. Ma alla resa dei conti, la misura si è rivelata inefficace, visto che la Francia - i due ceceni sono figli di rifugiati trapiantati a Strasburgo - ha negato l’estradizione e disposto la liberazione nel giro di poche ore.

Adesso l’ultima beffa, la più clamorosa: la giustizia spagnola non ha fatto in tempo a fare un processo nei termini, e anche Bissoultanov torna libero.

Il pestaggio che costò la vita di Niccolò, titolare di un banco al mercato di San Lorenzo e tifoso della Fiorentina, avvenne sulla pista da ballo della discoteca St Trop di Lloret de Mar, in Costa Brava, dove Ciatti stava trascorrendo una vacanza con gli amici della sua compagnia di Scandicci. Si trovò di fronte tre ceceni. La folla si aprì, nessuno intervenne mentre un paio di quelli, addestrati a una lotta sul ring che si chiama ’Mma’, picchiavano. Rassoul Bissoultanov, poco più grande di Niccolò, sferrò un calcio alla testa da cui il fiorentino non si rialzò più. Ma almeno un altro del terzetto, Movsar Magomadov, che nel drammatico video agli atti indossava una maglietta rossa, contribuì a metterlo ko. Del caso, si era interessato anche il ministro Bonafede.