Firenze, 12 ottobre 2017 - «Qualcuno mi ha chiesto se sono disponibile al perdono. Perdono è una parola che non esiste per quello che hanno fatto a Niccolò. Ma sia chiaro, non voglio neanche vendetta. Io voglio giustizia. Una giustizia giusta per quello che hanno fatto a mio figlio».

Luigi Ciatti è alla ricerca della verità. Lo è dal primo giorno. Da quella maledetta notte in cui ha ricevuto la telefonata dell’amico di Niccolò, Simone, che gli diceva di correre all’ospedale di Girona. E ora la voglia di giustizia è doppia, dopo le dichiarazioni di uno dei giovani ceceni coinvolti nella rissa che racconta la sua verità: la reazione omicida del suo amico Bissoultanov sarebbe nata dall’aggressione degli amici di Niccolò.

E sul tema del perdono proponiamo ai nostri lettori un sondaggio che vuole essere una riflessione. E' impossibile riuscire a comprendere ciò che la famiglia di Niccolò Ciatti sta passando. E quelle parole del padre, "Non sono disponibile al perdono", sono un grido di dolore per una vicenda che strazia il cuore. Chiediamo agli utenti de La Nazione online se condividono o meno le parole del padre di Niccolò riguardo al perdono con un sondaggio che trovate qui sotto.

 

«Mio figlio amava divertirsi – racconta ancora Luigi Ciatti – andava a ballare, ma era un lavoratore senza grilli per la testa. Aggredire le persone non è mai stato nel suo carattere. In 22 anni mai un problema, mai una discussione. Non mi ha mai dato un problema». Invece quel calcio è stato per uccidere. Togliere la vita a un ragazzo che era già senza difese, stordito dalla gragnola di colpi ricevuti dall’attacco. Per questo è necessario capire come sono andate le cose. Trovare tutti gli elementi che permettano di ricostruire quegli attimi di follia omicida alla discoteca St Trop.

«Stiamo cercando video, immagini, testimoni – ha concluso Luigi Ciatti – chi sa parli, ci aiuti ad avere giustizia per Niccolò».

Si cercano in particolare dei video. Le immagini degli attimi precedenti al calcio sferrato da Bissoultanov. Immagini fondamentali per capire le responsabilità degli altri due ceceni che hanno partecipato alla scazzottata. A Firenze per aiutare Luigi Ciatti è in atto una vera e propria gara di solidarietà. Si stanno organizzando cene, eventi, raccolte fondi per aiutare la famiglia nelle spese legali. Tantissimi eventi, incontri ai quali la famiglia partecipa. Ma più di ogni altra iniziativa sarebbe importanti avere elementi da portare nell’inchiesta. Un’inchiesta che entro la fine dell’anno dovrebbe arrivare a un passaggio fondamentale: l’accertamento delle responsabilità dei tre che hanno strappato i sogni di un ragazzo e dei suoi familiari.