Niccolò Ciatti, ucciso a Lloret de Mar nell'agosto 2017. Aveva 22 anni.
Niccolò Ciatti, ucciso a Lloret de Mar nell'agosto 2017. Aveva 22 anni.

Firenze, 27 dicembre 2019 - Sono passati due anni e mezzo, dall’omicidio di Niccolò Ciatti, il 22enne di Scandicci ucciso in un pestaggio in una discoteca di Lloret de Mar, in Spagna, mentre era in vacanza. E ancora, dall’agosto del 2017, non è stato istruito un processo. 
"Sono 29 mesi - commenta amaro il papà Luigi - che aspettiamo quei rinvii a giudizio. Ma andiamo avanti, l’unica cosa che possiamo fare per Niccolò". Pur nell’incredibile e censurabile lentezza della magistratura della Costa Brava, qualcosa forse si sta muovendo, proprio in questi giorni. E l’attesa data dell’avvio del processo potrebbe finalmente arrivare. Magari, con un imputato in più, come spera, da sempre, la famiglia del giovane barbaramente ammazzato.

Ricapitoliamo. A luglio, il giudice di Blanes, Merce Chova Marti, ha recepito la richiesta del pubblico ministero e ha rinviato a giudizio Rassoul Bissoultanov, il lottatore ceceno che colpì con un calcio in testa Niccolò sulla pista della discoteca "St Trop". 
Ma per la famiglia Ciatti, non c’è un solo responsabile per la morte di loro figlio. E hanno impugnato quella decisione troppo risicata con un ricorso alla corte di Girona. Decisione che, da agosto ad oggi, non è stata ancora presa. I Ciatti si sono giocati l’ultima carta che avevano nel proprio mazzo: un video, mai diffuso sui media e finora non valutato a dovere dal magistrato della pubblica accusa, che dimostra come almeno un altro ceceno (quello che indossava una maglietta rossa, Movsar Magomadov) abbia avuto un ruolo nel mettere ko il giovane di Scandicci, prima che l’altro ceceno sferrasse il calcio mortale: nelle immagini, si vede Magomadov che afferra per il collo un amico che sta cercando di difendere Ciatti.
Inoltre, il contenuto di questo filmato inedito, è corroborato dalla testimonianza, agli atti, dell’amico di Niccolò, Andrea L. Forse, i giudici a cui è stato indirizzato il ricorso, potrebbero dare una rilevanza diversa a questa sequenza video, e allargare le imputazioni di omicidio almeno al secondo ceceno. 
Ma mentre il giudice dell’udienza preliminare non ha «visto» responsabilità di altri, è durissima la sua posizione nei confronti di Bissoultanov. Il lottatore di Mma (una disciplina che si combatte sul ring mischiando pugni, calci e placcaggi) non è più in libertà dal giorno del suo arresto, ed i termini di carcerazione preventiva, per il prolungarsi delle indagini, sono stati prorogati di altri due anni. Secondo il giudice Chova, il ceceno «aveva l’intenzione di far terminare la vita di Ciatti" e "cosciente dell’impossibilità della vittima di difendersi, propinò intenzionalmente un calcio nella zona della testa che portò irrimediabilmente alla morte, con la consapevolezza di colpire in un punto che avrebbe causato il risultato mortale".