
Il sindaco di Marradi e presidente dell’Unione comuni montani del Mugello, Tommaso Triberti
Torna l’incubo minacce per il sindaco di Marradi, Tommaso Triberti. Insulti al telefono, strani ritrovamenti davanti alla porta dell’ufficio e danni alla sua auto, due cartelli con accuse infamanti lasciati fuori dal paese e davanti alla fabbrica di marroni, luogo simbolo del paese difeso a spada tratta da Triberti. Sono gli episodi di cui, da maggio fino a pochi giorni fa, è stato vittima il primo cittadino e presidente dell’Unione dei Comuni montani del Mugello. Episodi inquietanti che si sommano a quelli avvenuti già nell’estate del 2015, quando un proiettile da caccia fu trovato incastrato nella sua auto di servizio e Triberti ricevette alcune lettere anonime. Poi il nulla. Fino a maggio di quest’anno quando l’incubo è ricominciato con nuovi fatti che ora sono al vaglio degli inquirenti.
Circa due mesi fa il sindaco ha ricevuto una telefonata: dall’altra parte della cornetta una voce maschile che sbraitava improperi e accuse. Due settimane dopo, un altro episodio inquietante: un sacco nero è stato lasciato di nascosto, davanti alla porta dell’ufficio della stanza del sindaco. I dipendenti lo hanno aperto trovando all’interno dell’erba appena tagliata. Due giorni dopo lo stesso primo cittadino ha trovato nel parcheggio comunale uno dei tergicristalli dell’auto di servizio piegato in maniera irreparabile. Cinque indizi che, forse non fanno una prova, ma che sommati ai precedenti degli anni passati hanno portato gli inquirenti a cercare di fare chiarezza per capire chi sia il responsabile.
Al momento non è escluso che possa trattarsi della stessa mano che, già nel 2015, si era data da fare per mettere il primo cittadino sotto pressione e tentare di accendere la miccia della paura in municipio. Il responsabile di quei gesti infatti non è stato mai individuato.
Di certo non aiuta nel traghettare fuori dalla tempesta uno dei comuni del Mugello che, a causa dell’ondata di maltempo di marzo, ha pagato uno dei prezzi più alti in termini di isolamento (con strade e linea ferroviaria Faentina ko per settimane) e di danni riportati alle abitazioni: tutti temi su cui Triberti ha fatto sentire la sua voce. A questo ora si aggiunge l’ombra delle minacce.