Il rombo della Formula Uno si fa più vicino, e non trova impreparati i sindaci mugellani. Che da tempo caldeggiano, senza se e senza ma, l’arrivo di Hamilton e Vettel sulla pista disegnata in mezzo alle colline del Mugello. Ci avevano già provato quando solo la Cina sembrava paralizzata dall’emergenza Covid,...

Il rombo della Formula Uno si fa più vicino, e non trova impreparati i sindaci mugellani. Che da tempo caldeggiano, senza se e senza ma, l’arrivo di Hamilton e Vettel sulla pista disegnata in mezzo alle colline del Mugello. Ci avevano già provato quando solo la Cina sembrava paralizzata dall’emergenza Covid, candidandosi ad ospitare il Gran Premio di Cina. Ed ora la prospettiva si fa via via più concreta, visto che nel disegnare il rivoluzionato calendario della Formula Uno di quest’anno, alcuni Paesi stanno tirandosi indietro, e si ipotizza un Gran Premio d’Italia bis. A porte chiuse.

"Andrebbe bene anche a porte aperte, se ce ne fossero le condizioni sanitarie" dice Federico Ignesti (nella foto), sindaco di Scarperia e San Piero, e quindi anche del "Mugello Circuit". "Noi siamo pronti, e non ho alcuna preoccupazione: la pista ha tutte le caratteristiche per la Formula Uno, da anni ospitiamo 150 mila persone per il Moto GP, segno chiaro che struttura e territorio hanno capacità di accogliere grandi eventi. E questo circuito, vicino Firenze, nella terra dei Medici, avrebbe un valore aggiunto".

Anche il sindaco di Borgo San Lorenzo Paolo Omoboni vota sì. E non vede grandi problemi: "Un Gran Premio al Mugello sarebbe un’ottima prova generale per una successiva edizione aperta. E non vedo grandissime controindicazioni. Si tratterebbe certo di riorganizzare i trasporti pubblici, usando la ferrovia come tramvia di collegamento con il Mugello, cosa peraltro che chiediamo da anni anche in via ordinaria. E poi sarebbe l’occasione per alcuni interventi necessari sulle strade mugellane".

Paolo Guidotti