Niccolò Ciatti
Niccolò Ciatti

Firenze, 4 agosto 2019 - I ‘chiarimenti’ recapitati dalla Spagna riassestano il processo per l’omicidio di Niccolò Ciatti, spostando la discoteca St Trop – il locale in cui il 12 agosto del 2017 il 22enne di Scandicci venne picchiato fino alla morte – dal ruolo di ‘vittima’ a responsabile civile.

Non è una differenza da poco, nell’economia del dibattimento che avrà da essere istruito dinanzi alla corte d’assise di Girona. Significa infatti che il giudice dell’udienza preliminare Maria Chova, seppur soltanto dopo una richiesta di ‘acclarationes’ della famiglia, ha disciplinato un punto che nel primo provvedimento era stato praticamente ignorato.

E significa anche che è stata accolta la tesi che la famiglia Ciatti ribadisce da sempre: non soltanto Rassoul Bissoultanov ed i suoi compari ceceni sono responsabili dell’omicidio di Niccolò, ma anche il locale, che quella notte impiegava soltanto una manciata di security, ha le sue colpe per non essere intervenuto con il suo personale prima che il lottatore di Mma (arti marziali miste, ndr) sferrasse la pedata assassina alla tempia del giovane di Scandicci. Nelle ‘acclarationes’ notificate ai legali dei Ciatti (l’avvocato Christian Maiolo, italiano che esercita a Barcellona, e Agnese Usai del foro di Padova) è stata precisata anche la formula dell’archiviazione per gli altri due ceceni. Si tratta di un’archiviazione provvisoria (nel nostro codice non c’è questa procedura) e significa che eventuali nuovi elementi potrebbero far tornare imputati gli altri due ceceni anche nel corso del processo a Bissoultanov, che sarà giudicato per omicidio volontario aggravato.

Il pool legale dei Ciatti ha impugnato comunque la posizione del ceceno con la maglietta rossa, Magomadov, e a settembre la giustizia spagnola sarà di nuovo chiamata ad esprimersi su questo punto. Dopo un periodo in cui le notizie negative avevano sopraffatto quelle positive, l’aggiustamento del tiro del giudice spagnolo è stata accolto favorevolmente in casa Ciatti.

«Ho avuto conferma – commenta papà Luigi – che l’archiviazione dei due ceceni liberi è provvisoria e non definitiva, e quindi la loro posizione rimane aperta e potrebbero essere chiamati in causa nel processo. La discoteca e l’assicurazione sono responsabili civili e non più parti offese nel processo. Due piccoli passi verso una giustizia spagnola che anziché essere pronta deve essere sempre sollecitata a chiarire le risposte che vengono date da una giovane giudice inesperta e molto molto acerba, ma noi con i nostri avvocati siamo molto attenti e non ci arrendiamo, e continueremo a lottare per una giustizia che Niccolò deve avere e avrà».

ste. bro.