Muore nel rifugio di fortuna. La tragedia di un senzatetto

Ucciso da un malore a 59 anni in un corridoio del centro direzionale di via San Polo. Disposta l’autopsia

Muore nel rifugio di fortuna. La tragedia di un senzatetto

Muore nel rifugio di fortuna. La tragedia di un senzatetto

Lo hanno trovato senza vita, in via San Paolo, nel corridoio del centro direzionale dove si rifugiava per cercare di sfuggire al rigore delle notti d’inverno. Massimo se n’è andato da solo, nel silenzio delle tenebre. Aveva 59 anni ed era conosciuto da tutti nella zona industriale. Quando i soccorritori sono stati chiamati a intervenire sul posto, purtroppo non hanno potuto far altro che constatarne il decesso. L’uomo, che in base a una prima ricostruzione non avrebbe avuto una dimora fissa, aveva scelto questa strada isolata della zona industriale, una piccola perpendicolare alla via Pisana che costeggia lo stabilimento di Frigel per trascorrere molta parte della sua difficile vita. Via San Paolo è senza sfondo, finisce in un parcheggio ed è in mezzo ai capannoni. C’è una pasticceria, quasi accanto si trova una palestra.

Il resto sono aziende e uffici. L’uomo aveva preso a frequentare la strada, a fermarsi per la notte. Aveva trovato accoglienza, empatia. In tanti gli concedevano la possibilità di usare il bagno; e non era difficile avere un gesto di cortesia da parte di chi gli offriva qualcosa da mangiare. Un poco di calore umano, di amicizia che poi portava anche a parlare. Ad alcuni aveva raccontato di venire da Pistoia, di aver gestito in passato una pasticceria e di aver scelto di non avere un tetto sopra la testa dopo alcune delusioni arrivate dalla vita. "Lo avevamo praticamente adottato – racconta un uomo fuori dal palazzo a vetri dove è stato trovato – era un’abitudine per molti comprargli da mangiare, aprirgli i servizi per lavarsi e fare quattro chiacchiere per sapere come stava. A quanto sapevamo dai suoi racconti, era in cura per diverse patologie. Ultimamente però ci aveva detto che aveva smesso di prendere le medicine, quasi fosse stanco di andare avanti".

Via San Paolo si svuota alle 18. Diventa buia, ‘un vuoto’ nella zona industriale colmato solo dai clienti della palestra che entrano ed escono senza fermarsi troppo al buio del parcheggio in fondo alla strada. Il 59enne ogni notte, passando attraverso il retro del cortile, raggiungeva il corridoio interno dove sistemava il suo giaciglio. Una specie di materasso, delle coperte, un sacco a pelo. Si attrezzava per dormire in quel ricovero di fortuna, ma protetto dal freddo e dagli altri rischi che altri senza fissa dimora affrontano in ognuna delle loro notti tormentate all’addiaccio. Il malore però lo ha colto solo. E purtroppo non c’è stato nulla da fare, quando ieri mattina la vita è ricominciata a fluire nel palazzone coi vetri a specchio nel mezzo della zona industriale di Scandicci, il 59enne era ormai senza vita. Sul posto oltre i soccorritori, sono arrivati i carabinieri della compagnia di Scandicci. Il corpo dell’uomo, che risultava sconosciuto ai servizi sociali del comune di Scandicci, è stato portato all’Istituto di medicina legale di Firenze dove sarà eseguita l’autopsia. Secondo una prima ipotesi comunque, la morte sarebbe da attribuire a cause naturali, dovute probabilmente a una patologia cardiaca.

Fabrizio Morviducci

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