Movida sabato sera in centro a Firenze (New PressPhoto)
Movida sabato sera in centro a Firenze (New PressPhoto)

Firenze, 18 ottobre 2020 - Sabato notte in centro, mentre il governo lavorava alle nuove misure anti covid che saranno annunciate oggi, i giovani fiorentini hanno vissuto a pieno quella che potrebbe essere l’ultima notte di (semi)libertà per chissà quanto tempo. Nonostante il divieto di sostare e consumare alcool da asporto fuori dai locali dopo le 21 e nonostante il divieto di assembramenti, in tantissimi si sono riversati non solo fuori dai locali ma anche per le strade e nelle piazze.

Alle 23.30 in Piazza Santa Croce c’è una vera e propria festa, con tanto di casse per la musica e una scorta di bottiglie di superalcolici e birra. Mentre un folto gruppo di ragazzi - quasi tutti senza mascherina - ride e scherza in cima alla scalinata, una ragazza festeggia la laurea con gli amici, versando da bere a tutti. La situazione non è migliore in Via de’ Benci, dove decine di persone sono ammassate fuori dai locali a bere e parlare. Fuori da un minimarket molto affollato, tre ragazzi sorseggiano una birra.

“Sappiamo che in teoria non si potrebbe, ma dentro c’era troppa gente e ci hanno fatto uscire”. Il negozio è pieno e c’è un continuo viavai di gente intenta a comprare alcolici, incurante dei divieti. Il gestore di un locale poco lontano dalla piazza è amareggiato: “A questo punto sarebbe meglio un mese di lockdown serio, per poi ricominciare gradualmente, altrimenti non ha senso. Stiamo facendo tanti sforzi per rispettare le regole e la chiusura anticipata, e poi appena voltato l’angolo c’è una situazione completamente fuori controllo”.

In Piazza Sant’Ambrogio ci sono due volanti dei Carabinieri. Eppure a pochi metri, in Borgo La Croce, la calca è così serrata da impedire il passaggio. Margot, studentessa di Bergamo di 21 anni, è uscita con le amiche per una passeggiata, ma non è contenta di quello che vede: “Rispetto a Bergamo, qui a Firenze mi sembra che nessuno stia facendo niente per limitare realmente i contagi. Le forze dell’ordine non intervengono neanche di fronte agli assembramenti, al massimo guardano le persone ma non fanno assolutamente nulla, e questa è la cosa che mi fa più arrabbiare! Qui fino a tre settimane fa in pochissimi andavano in giro con la mascherina. Solo in questi ultimi giorni, da quando hanno aumentato le restrizioni, si vedono più mascherine, ma ci sarebbe bisogno di maggiori controlli. A Bergamo le persone sono molto più attente, perché non vogliono che si ripeta quello che è già successo, ossia il peggio del peggio. Fanno qualsiasi cosa per evitare i contagi.”

Per chi lavora nei locali, sono giorni difficili. Francesca, che gestisce con Daniele il Buca 10 in Via Fiesolana, è esausta: “Noi ieri abbiamo chiuso alle 23.55, siamo andati verso la macchina e tutte le piazze erano piene di gente ammassata con i bicchieri di plastica e le bottiglie. Per noi chiudere a mezzanotte poteva anche andare bene, ma farci chiudere prima senza poi garantire il rispetto delle regole fuori è inutile.”

“Gestire la clientela in questa situazione è molto difficile” aggiunge Daniele. “Dobbiamo continuamente ricordare ai clienti di rispettare le regole e non sostare fuori dal locale. Non è giusto delegare a noi quello che dovrebbero fare le forze dell’ordine. Non siamo sceriffi. L’altra sera dei ragazzi ci hanno bussato per poter entrare alle 24 mentre pulivamo, questo significa che molte persone neanche sono a conoscenza delle nuove regole. Forse andrebbe fatta una comunicazione più mirata a questo tipo di clientela.”

Riguardo alla possibilità di nuove misure che anticiperebbero il coprifuoco aggiunge: “Se davvero imponessero la chiusura alle 22, sarebbe un duro colpo che molte attività non reggeranno. Tanti di noi iniziano a lavorare proprio a quell’ora. E poi che aiuti ci saranno per noi commercianti?“. C’è preoccupazione per il nuovo decreto atteso per oggi, ma con la consapevolezza che una nuova stretta è necessaria per regolare una situazione “a metà”, di difficile gestione. Nella speranza che non ci voglia troppo tempo.