Monsignor Paccosi è vescovo di San Miniato: "Fratello e padre per i fedeli"

Firenze, la cerimonia in Duomo per l'ordinazione episcopale. A celebrare la liturgia l'arcivescovo Betori

Monsignor Giovanni Paccosi (New Press Photo)

Monsignor Giovanni Paccosi (New Press Photo)

Firenze, 5 febbraio 2023  - Lo sguardo di un pastore «non può fermarsi alle soglie della comunità visibile, ma deve abbracciare tutte le situazioni in cui la vita e la sua dignità sono poste in pericolo. È il senso di una missione, quella che ci è affidata, che deve evitare di rinchiudersi nella cura di chi ci è vicino e deve sentire la responsabilità della condizione umana, soprattutto in questo momento di non facile discernimento circa il futuro».

Lo ha detto il cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, nell'omelia pronunciata oggi pomeriggio in Duomo, per l'ordinazione episcopale di monsignor Giovanni Paccosi, vescovo eletto di San Miniato (Pisa).

Le foto della cerimonia

Una cerimonia alla quale erano presenti molti volti noti delle istituzioni. C'erano il sindaco di Firenze Dario Nardella e il presidente della Regione Eugenio Giani. Con loro anche il senatore Matteo Renzi. 

«Il popolo che ti è affidato deve poter trovare in te, caro don Giovanni - ha detto ancora Betori -, certamente un padre che accoglie e unisce nell'unica famiglia, ma deve poter scorgere in te anche un fratello, che cammina non solo avanti ma anche accanto, condividendo con tutti il peso della vita, e questo è possibile se non dimentichi che tu resti sempre figlio, figlio della Chiesa, dalla cui vita di verità e di grazia hai bisogno tu per primo di essere ogni giorno rigenerato".

L'arcivescovo Betori ha sottolineato l'affetto della Chiesa fiorentina per Paccosi: "Siamo qui, caro don Giovanni, a implorare tutto questo per te, invocando su di te lo Spirito del Signore. Lo fa con noi tutta la Chiesa fiorentina, che ti ha visto crescere e ti ha formato al ministero, si è arricchita della tua giovinezza di prete, ti ha inviato in missione in una terra lontana anch'essa grata per il tuo servizio, ti ha riaccolto affidandosi alla tua intelligenza e dedizione pastorale ed è stata testimone della fraternità sacerdotale con cui hai accompagnato il caro don Paolo Bargigia nel mistero della sofferenza, ora ti ringrazia per il dono che tu sei stato per noi, per me in particolare, che ti ho avuto sapiente, generoso e fraterno collaboratore».

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