Molotov contro il consolato americano, indaga l’Antiterrorismo. La pista degli antagonisti

Le bottiglie incendiarie sono state scagliate intorno alle 4 di ieri: né danni né feriti. Nelle telecamere la figura di un soggetto incappucciato, avvicinatosi dal retro della sede

Firenze, 2 febbraio 2024 – C’è un’immagine di una telecamera di videosorveglianza che inquadra un soggetto, incappucciato, che, intorno alle quattro di ieri mattina, scaglia due bottiglie molotov in direzione del retro dell’edificio che ospita il consolato generale degli Stati Uniti, di lungarno Vespucci. Le bombe incendiarie non raggiungono neanche il muro, perché cadono prima, sull’asfalto di Corso Italia, dove lasciano alcune chiazze nere.

"Non si riportano feriti o danni all’edificio - è la comunicazione ufficiale del Consolato tramite i social - Siamo grati alle forze dell’ordine per il loro rapido intervento e abbiamo piena fiducia nelle autorità italiane per la conduzione di un’indagine approfondita. Le sedi dei Consolati Generali e dell’Ambasciata degli Stati Uniti in Italia sono regolarmente aperti per le normali attività". E infatti, ieri mattina, c’erano le solite persone in attesa per il disbrigo delle pratiche.

Ma non è l’effetto che preoccupa, quanto la causa: l’attacco porta comunque le sue ripercussioni.

I carabinieri, avvertiti dalla vigilanza fissa (posta però sull’altro lato dell’immobile), stanno passando al setaccio le telecamere cittadine per risalire all’autore - o agli autori - del lancio. Le indagini si concentrano nell’area tra l’antagonismo e l’anarchia e il “movente“ potrebbe essere legato alle recenti tensioni in Medio Oriente. Israele uguale Usa, l’equazione più immediata. Mentre il mondo antagonista sta dalla parte dei palestinesi, come dimostrato dalle recenti manifestazione avvenute anche in città.

Le indagini sono state assegnate alla Direzione distrettuale antimafia, che con i magistrati Luca Tescaroli e Lorenzo Gestri si occupa anche di terrorismo ed eversione.

La circostanza che l’autore del lancio non si sia avvicinato troppo all’edificio fa pensare che temesse le inquadrature ravvicinate dell’impianto di videosorveglianza. La cautela usata suggerisce che non sia uno sprovveduto. Ha scelto anche di non avventurarsi nella parte frontale dell’edificio, più presidiata: l’avvicinamento alla sede del Consolato è avvenuto probabilmente dalle strade interne. E anche il lancio è partito da via Palestro, che in quel punto incrocia Corso Italia.

Dopo gli attentati dell’11 settembre, la sede di rappresentanza a stelle e strisce in città (dove lavorano 18 dipendenti e tre diplomatici americani) è stata “blindata“ con la pedonalizzazione di un tratto di lungarno e il posizionamento di alcuni blocchi di cemento.

C’è almeno un precedente simile in città: nell’aprile del 2016, un lancio di molotov si verificò all’indirizzo della stazione dei carabinieri di Rovezzano. Secondo le indagini che ne seguirono, quell’episodio fu una “rappresaglia“ anarchia nei confronti dell’Arma che poche ore prima aveva fermato per identificazione un ’compagno’ sorpreso a fare pipì per strada. Molotov vennero scagliate anche in occasione del corteo antilockdown dell’otobre 2020, quando alla gente in piazza si mischiarono anche i gruppi più estremi, mossi dalla voglia di disordine.

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