Migranti e confini nell’obiettivo di Lara Shipley

"Desire Lines", linee del destino. Ma anche linee di confine degli Stati che chiudono la porta a chi vuole entrare.

La fotografa americana Lara Shipley arriva al Rifugio Digitale con una mostra che pone lo sguardo sui paesaggi riarsi dal sole del deserto di Sonora tra l’Arizona e il Messico, dove corre una delle frontiere più “calde” degli Stati Uniti e dove si focalizza un dibattito sempre più polarizzato sull’applicazione della legge sull’immigrazione di confini.

Ma le linee che delimitano questi confini sono anche il segno lasciato da ferite profonde, la traccia di un desiderio, la sagoma incerta di un’aspettativa e di un nuovo inizio.

Mescolando scatti documentari a materiali d’archivio, Lara Shipley colloca l’attuale crisi migratoria in atto al confine americano in un continuum storico molto più lungo, costringendo a non vederla iso, come parte di un processo profondamente radicato nella terra stessa: una lunga storia di migrazioni che va dai conquistadores europei del XVII secolo ai coloni in cerca di fortuna verso il “selvaggio west” all’inizio del ‘900. Attorno ad alcune di esse è stata costruita l’epica fondativa degli Stati Uniti. Attorno ad altre, quelle di oggi, sono stati eretti muri.

Con questo nuovo ciclo dal titolo “Homecoming“ ideato e curato da Irene Alison e Paolo Cagnacci, Rifugio Digitale indaga il valore che il concetto di identità acquisisce in relazione ai luoghi che abitiamo, un legame visibile nella volontà di un ritorno alle origini, nella riscoperta della propria cultura o nella necessità di rimettere insieme i pezzi della propria storia.

O.Mu.

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