Marina Abramovic
Marina Abramovic

Firenze, 8 settembre 2018 - Mancano ancora due settimane al suo arrivo, ma il ciclone Marina Abramovic ha già investito la città. Nel pacchetto dell’attesa per la sua mostra a Palazzo Strozzi (20 settembre- 20 gennaio), ci sono anche le polemiche e le rivendicazioni sindacali dei 34 artisti-attori-danzatori, ingaggiati per reinterpretare alcune celebri performance dell’artista serba.

L’accusa agli organizzatori di Strozzi, in estrema sintesi, è di scarso salario, meno di quanto stabilito. I performer sono arrivati a Firenze proprio ieri da tutto il mondo, dopo una severissima selezione da parte dello staff della Abramovic.

E in una località “segreta” inizieranno adesso le giornate di training, in preparazione delle faticose esibizioni previste quotidianamente nel corso della mostra, secondo un calendario preciso. Ma intanto il direttore di Strozzi, Arturo Galansino, ricorda le modalità di ingaggio dei performer, in seguito a una call di maggio, a cui hanno risposto più di 150 artisti da tutto il mondo.

Successivamente si è tenuto il casting nel corso di tre giorni a luglio, da cui ne sono stati selezionati 34, alcuni già collaboratori di Marina, altri nuovi. Ma adesso, alcuni di loro, protestano per la retribuzione.

«Seguiremo ritmi rispettosi della difficoltà delle prestazioni – afferma Galansino –, con turni di alcuni giorni alla settimana e alcune ore al giorno, a seconda del tipo di performance, ma su questo non posso dire di più perché sono scelte che dipendono dallo studio di Marina. Vorrei precisare che nessuno dei selezionati è stato escluso. Inoltre il contratto stipulato è in linea con quelli delle istituzioni che hanno svolto in precedenza attività simili e migliorativo rispetto ai minimi contrattuali applicati dalla Fondazione. Posso assicurare che abbiamo cercato di fare il massimo per tutti coloro che hanno scelto di essere parte a questa esperienza unica».