Firenze, 31 ottobre 2020 - Firenze sfregiata per la manifestazione con scontri di venerdì 30 ottobre. Una ferita al cuore di una città già martoriata dalla crisi economica per il coronavirus, dalla mancanza di turismo che è una delle fonti principali di lavoro per tante persone. Sono immagini che fanno male quelle degli scontri e dei vandalismi in una notte di violenza e follia. Quella a cui un migliaio di manifestanti, molti giovanissimi trasformatisi in teppisti hanno dato sfogo assaltando la polizia, lanciando molotov, bombe carta, bidoni della spazzatura, cassonetti, perfino cartelli stradali. Una manifestazione che si temeva avesse infiltrati e così è stato. 

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L'arresto per il lancio di molotov

E' un diciannovenne di Firenze il ragazzo arrestato per il lancio di una molotov. E' accaduto nella zona di Borgo Ognissanti. Era travestito in stile "Casa di Carta"

I giovani teppisti in strada a Firenze (New Press Photo)

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Il bilancio: i feriti

Sono una decina i membri delle forze dell'ordine rimasti feriti nella battaglia di Firenze. Le loro condizioni non sono gravi. Ci sono diversi feriti anche fra i manifestanti. Feriti soprattutto alla testa, durante il diluvio di bottiglie di vetro e sassi lanciati dai manifestanti soprattutto in via Tornabuoni, nella parte finale di una serata da dimenticare.

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Il bilancio: quattro arresti, tutti toscani

Sono quattro le persone arrestate per gli scontri di Firenze. Sono stati tutti bloccati durante gli scontri, durante le cariche degli agenti in via Calzaiuoli e via Strozzi, due dei punti caldi. Ci sono anche 20 denunce. Mentre il lavoro della Digos va avanti per ricostruire quanto accaduto e dare un nome alle altre persone che hanno partecipato all'assalto. L'arresto è scattato per quattro persone vicine all'area anarco-antagonista, tra cui, si spiega dalla questura, un 19enne proveniente da Arezzo al quale è contestato il lancio di molotov nella zona di borgo Ognissanti. Agli altri tre, tra cui due donne di 26 e 28 anni e un 29enne, tutti residenti a Firenze e provincia, contestato il reato di resistenza a pubblico ufficiale. I denunciati sono accusati a vario titolo di violenza e danneggiamento.

I disordini in via Strozzi

L'identikit: teppisti giovanissimi

Giovanissimi, incappucciati, con la folle voglia di spaccare tutto: è questo l'identikit dei manifestanti degli scontri di Firenze. Ragazzi che si sono presentati alla spicciolata in centro nel tardo pomeriggio e poi si sono sparpagliati per le strade dello shopping: via Calzaiuoli, via Strozzi, via Tornabuoni. Oltre alla zona di Santa Maria Novella. Le foto e i video mostrano persone di giovane età che hanno dato sfogo a una violenza impressionante. Scene di ogni tipo: alcuni hanno cercato di danneggiare le telecamere di sicurezza del centro salendo sui pali che le sostengono. Si sono coordinati con ogni probabilità via Whatsapp e Telegram.

I momenti di tensione in via Calzaiuoli

Il bilancio: i danni alla città

La città è profondamente ferita nell'animo ma anche materialmente. Decine di migliaia di euro di danni: in via Calzaiuoli e via Tornabuoni sono state distrutte le fioriere e altri arredi urbani come appunto i cartelli stradali. Il giorno dopo si cerca di ripulire, di tornare alla normalità. Ma è difficile, in un centro storico già martoriato dalla crisi da coronavirus. Le grandi boutique, temendo saccheggi come erano avvenuti nei giorni scorsi a Torino, hanno deciso di sbarrare le loro vetrine fin dal pomeriggio di venerdì con assi di legno. In generale i negozi sono stati risparmiati dalla furia dei manifestanti. 

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Le reazioni: Giani, "Firenze non si piega alla violenza"

"La violenza di pochi facinorosi, chiaramente organizzati con volantini vigliaccamente anonimi - dice il presidente della Regione Eugenio Giani - è stata contrastata da forze dell'ordine a cui va la nostra decisa e profonda vicinanza e solidarietà. Massimo rispetto verso lavoratori, imprese, attività che hanno forzatamente chiuso esercizi e limitato apertura a causa della pandemia, con essi sempre dialogo. Con loro i gruppuscoli di stasera, probabilmente venuti da fuori, non hanno niente a che fare. I cittadini di Firenze e della Toscana non si piegano certo alla violenza ma saranno uniti per fronteggiare insieme l'emergenza come il nostro popolo ha sempre fatto, con spirito di comunità, nei momenti più difficili della storia!"

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Le reazioni: Marcucci, "Solidarietà a Firenze e forze dell'ordine"

«Una manifestazione non autorizzata convocata nel cuore di Firenze è finita con lacrimogeni, cariche, e bombe molotov. Il tutto avviene durante un'emergenza come questa. Non dobbiamo abituarci alla violenza, questi delinquenti vanno identificati ed arrestati. Solidarietà alle forze dell'ordine ed ai fiorentini». Lo afferma il capogruppo Pd a Palazzo Madama Andrea Marcucci.

La telecamera danneggiata da un manifestante a Firenze

Nardella: "Ora chi ha danneggiato paghi"

«Farò il punto con i tecnici: i danni non sono irrimediabili però si parla di telecamere distrutte, un semaforo 'sbarbato' completamente, tutte le fioriere devastate, cestini, paletti. Ci sono danni e mi auguro che questi teppisti paghino per quello che hanno fatto». Lo ha detto il sindaco di Firenze Dario Nardella a Lady Radio parlando degli scontri avvenuti ieri nel centro storico durante la manifestazione non autorizzata contro il Dpcm. «Poteva andare molto peggio - ha aggiunto -. Credo sia grazie al grande impegno delle forze dell'ordine che hanno fatto tutto il possibile, e forse anche grazie all'appello di noi istituzioni dei giorni precedenti che non è avvenuto il peggio, che non ci sono stati danni a monumenti, a vetrine dei negozi o non ci sono stati neanche feriti gravi. Di certo non possiamo essere contenti, è stata una notte terribile che non ha niente a che fare con le manifestazioni pacifiche e democratiche di questi giorni».

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La cronaca della serata

L'appuntamento per la manifestazione era stato lanciato in forma anonima. C'erano timori, ma la violenza è stata davvero cieca. L'inizio della serata, in piazza della Signoria, sembrava tranquillo. Ma nelle strade intorno i teppisti si preparavano. Le prime tensioni alle due estremità di via Calzaiuoli. Prima all'angolo con il Duomo, poi all'angolo con piazza della Signoria, dove c'è stata la prima carica. Le altre cariche sono avvenute tra via Strozzi e via Tornabuoni. Interessata anche piazza Strozzi, dove durante una delle cariche sono stati fermati alcuni dei manifestanti. In via dell'Albero, non lontano da piazza Santa Maria Novella, ordigni rudimentali sono stati lanciati contro le forze dell'ordine. Una carica ha interessato proprio piazza Santa Maria Novella

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"Il lancio di molotov un fatto grave, si alza l'asticella"

"Quanto accaduto a Firenze è gravissimo, il lancio di bombe molotov contro gli agenti, ma contro chiunque, è un bruttissimo segnale: l'asticella di questi 'criminali violenti', solo così si possono definire, si sta alzando sempre più, sempre più pericolosamente". E' quanto afferma all'Adnkronos Enzo Marco Letizia, segretario nazionale dell'Associazione Nazionale Funzionari Polizia, in merito ai violenti scontri avvenuti ieri sera a Firenze. "Scontri che offendono, inoltre, una città come Firenze, città di cultura, di una bellezza particolare, senza togliere alle altre città italiane, - evidenzia Letizia - scene veramente brutte in quelle vie palcoscenico di cultura e di storia".

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Renzi: "Nessuno giustifichi i criminali"

«Fa male al cuore vedere Firenze, la città che La Pira chiamava 'perla del mondò, messa sottosopra da vandali e teppisti. Sono al fianco delle forze dell'ordine e spero che i colpevoli siano identificati e puniti. Nessuno giustifichi questi criminali, nessuno». Lo scrive su Facebook il leader di Iv, Matteo Renzi.

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Iachini: "Dispiaciuto per incidenti, momento difficile per il Paese"

"Mi dispiace per gli incidenti avvenuti perché sono molto affezionato a Firenze". Lo ha detto il tecnico della Fiorentina Beppe Iachini, commentando gli scontri di ieri sera in centro fra manifestanti e forze dell'ordine dopo le proteste contro l'ultimo Dpcm. "Nel calcio e fuori dal calcio la vita delle persone è piena di tensione e di paura - ha aggiunto - L'ipotesi di ritrovarsi nuovamente tutti chiusi in una casa, senza possibilità di lavorare, senza poter dare da mangiare ai propri figli, senza poter sapere quale potRà essere il futuro di tanta gente fa capire quanta tensione, difficoltà ed amarezza possano provare queste persone che davanti non vedono una luce ma buio. Questo è un problema sociale che riguarda tutti e tocca alle nostre forze politiche trovare una risposta".

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