Sabato ad alto rischio, si torna in piazza a Pisa e a Firenze. Partenza, luoghi e orari della doppia manifestazione

Cortei e presidi in programma domani, 2 marzo. Preoccupazione per la presenza di anarchici e antagonisti insieme agli studenti

Corteo pro Palestina. In 700 contro la guerra

Una grande bandiera è stata srotolata dai manifestanti nelle vie del centro

Pisa e Firenze, 1 marzo 2023 – A preoccupare è soprattutto l’iniziativa in programma a Pisa, dove sono attesi in migliaia per il presidio in piazza Vittorio Emanuele ed il corteo che sfilerà per le vie cittadine. L’autorizzazione, fa sapere la Questura, è arrivata soltanto nel tardo pomeriggio di oggi, 1 marzo, ma dopo gli scontri dello scorso 23 febbraio si temono altre tensioni. A Firenze, invece, gli studenti partiranno dal consolato americano: è qui che i reparti mobili hanno usato i manganelli per impedire al corteo di raggiungere uno dei principali luoghi sensibili della città.

La data è quella di domani, sabato 2 marzo. A Pisa e a Firenze si torna in piazza dopo gli scontri di una settimana fa: un po’ per porre nuovamente l’attenzione sui bombardamenti israeliani a Gaza, un po’ anche – e soprattutto – per protestare contro quella che è stata definita una vera e propria repressione del dissenso. Perché le manganellate di cui si parla ormai da giorni non sono ancora state digerite da manifestanti e collettivi, a dispetto delle spiegazioni fornite in Parlamento dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e della valanga di reazioni politiche arrivate da destra e da sinistra.

La manifestazione a Firenze: orari e percorso

Ad organizzare la manifestazione di domani, 2 marzo, a Firenze sono il Collettivo K1, Studenti Medi, Si Cobas e Antagonisti. Il ritrovo è fissato davanti al consolato americano alle 18, luogo scelto non a caso perché è lì che era diretto il corteo prima delle manganellate di qualche giorno fa. Il rischio che la tensione salga c’è: sono attese 6-700 persone, ma a preoccupare è soprattutto quello che potrebbe accadere nel caso in cui i manifestanti decidessero di avvicinarsi troppo al luogo sensibile. La manifestazione, poi, proseguirà sul lungarno Vespucci, Santa Trinita, Via di Maggio e Santo Spirito, dove si terranno gli interventi finali.

La manifestazione e il corteo di Pisa

E’ soprattutto a Pisa che si temono maggiormente gli scontri. Fino a stamani, venerdì 1 marzo, era stato autorizzato soltanto il presidio pacifico per il cessate il fuoco a Gaza in piazza Vittorio Emanuele, ma gli studenti che organizzano l’evento saranno probabilmente affiancati da migliaia di persone, alcune delle quali provenienti da fuori città. Preoccupa l’arrivo di gruppi anarchici e antagonisti da Livorno e dal Nord della Toscana: potrebbero essere loro a guidare il corteo verso piazza dei Cavalieri, il luogo in cui sono avvenuti gli scontri della settimana scorsa. Tra i motivi della manifestazione, anche una richiesta di dimissioni nei confronti del Questore di Pisa. Oggi pomeriggio, 1 marzo, si è svolto un vertice in Prefettura per organizzare l’ordine pubblico, ma la tensione è alta. Per precauzione il camminamento turistico in quota delle Mura medievali, che in alcuni punti incrocia l'itinerario della manifestazioni di piazza, resterà chiuso a partire dalle 13.

Nardella: “Non vogliamo rivedere quanto già accaduto”

Il sindaco di Firenze, Dario Nardella, ha parlato alla vigilia del doppio corteo. “Non vogliamo vedere quello che è successo a Pisa e Firenze venerdì scorso. Riteniamo che manifestare il proprio dissenso sia un diritto costituzionalmente garantito. Le forze dell'ordine fanno un lavoro straordinario e la strumentalizzazione che fa il governo mettendo in bocca a studenti e opposizione parole mai dette in contrapposizione con le forze dell'ordine è inaccettabile. Nessuno le ha criticate nella loro interezza e nel loro ruolo istituzionale, io tanto meno. Anzi se il governo ci mandasse più forze dell'ordine per la sicurezza della città saremmo contenti. Non siamo preoccupati per quello che potranno fare gli studenti e siamo sicuri che le forze dell’ordine faranno più attenzione”.

Paoloni (segretario Sap): “Siamo preoccupati”

Di diverso avviso rispetto a Nardella è Stefano Paoloni, segretario generale del Sindacato Autonomo di Polizia Sap, intervenuto a 24 Mattino su Radio 24 in vista della manifestazione di domani. “C'è molta preoccupazione su tutto il territorio anche perché le manifestazioni com'è molto probabile prevedere non riguarderanno solo la questione Gaza ma anche la questione della gestione dell'ordine pubblico e quindi ci sarà molta attenzione in questo senso”

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