Il professor Paolo Macchiarini
Il professor Paolo Macchiarini

Firenze, 17 gennaio 2021 - Il chirurgo Paolo Macchiarini, assieme ai colleghi Fabio Mannini, Massimo Haus e Alessandro Gonfiotti sono definitivamente estranei alle accuse costate, nel 2012, perfino l’arresto del professore originario di Viareggio: la Cassazione ha infatto confermato le assoluzioni dei processi di primo e secondo grado, e annullato senza rinvio l’unica condanna (a un anno, per falso) che in un percorso giudiziario lungo e tortuoso era stata emessa a carico del ’mago della trachea’ e degli altri operatori di Careggi. Erano complessivamente accusati di truffa, abuso d’ufficio, e, appunto, falso. Si chiude così una vicenda intricatissima e, come sottolinea l’avvocato Francesco Bevacqua, difensore di Macchiarini, estenuante; più pesante la definizione che dà dell’inchiesta l’avvocato Massimo Megli, legale di Mannini. In effetti, non è certo l’epilogo che ci si aspettava a giudicare da come era partito questo (presunto) scandalo sanitario, che quasi nove anni fa culminò niente meno nella misura cautelare dei domiciliari per il “Cristiano Ronaldo“ della chirurgia, all’epoca il più pagato dello staff dell’ospedale di Careggi.

Macchiarini raggiunse fama a livello mondiale per essere stato il primo a realizzare un trapianto di trachea: fama consolidata anche da articoli sulle più illustri riviste scientifiche in cui si rendeva merito alla sua tecnica rivoluzionaria. Ha lavorato negli Usa, a Londra, a Stoccolma (al Karolinska Institut) e a Barcellona. Nel 2009 tornò in Italia per lavorare proprio a Careggi, dove, per volere di Enrico Rossi, gli venne assegnata la direzione dell’Istituto Europeo per le alte vie respiratorie. Nel settembre 2012, però, Macchiarini finì agli arresti domiciliari accusato di aver consigliato ai suoi pazienti interventi in cliniche a pagamento prospettando tempi d’attesa lunghissimi nel sistema pubblico. Careggi sciolse immediatamente il rapporto con lui e con la sua equipe. Ma le inchieste non si sono mai trasformate in condanne, tranne che per un episodio che, nella tarda serata di venerdì, la Cassazione ha comunque cancellato.

L’inchiesta Macchiarini ha avuto una vastissima eco mediatica. La caratura del personaggio era (ed è) elevatissima e la procura non era andata tanto per il sottile neanche nelle imputazioni. Ma le convinzioni degli inquirenti si sbriciolarono, e si è assistito anche ad approcci divergenti della pubblica accusa. Tipo: richieste di assoluzione in primo grado, richieste di condanna davanti alla corte d’appello. Adesso, è tutto sepolto. Veleni compresi.

ste.bro.