Lorenzo Lunghi
Lorenzo Lunghi

Firenze, 8 settembre 2019 - Lorenzo e Lorenzo. Stesso nome, stessa età, stessa passione per il basket. E stesso destino: morire sulla strada. Lorenzo Lunghi era un amico di Lorenzo Guarnieri. La sua famiglia non aveva mai fatto mancare il proprio sostegno e la propria partecipazione alle iniziative in memoria di quel figlio morto appena 17enne, che con il loro Lorenzo aveva giocato nella stessa squadra di basket.

E ieri, i Guarnieri, a cui si deve la legge per l’omicidio stradale, sono stati i primi a provare a lenire il dolore della mamma Giovanna, del padre Luca, della sorella Chiara. Pur sapendo che è un’impresa impossibile. Nel quartiere, la notizia dell’incidente è stata devastante quanto quella cisterna impazzita.

Lorenzo era un ragazzo del campino di Coverciano. Classe 1992, aveva ereditato dai genitori e dal nonno, che si chiamava Lorenzo, come lui, la passione per la pallacanestro. Aveva giocato nel Santa Maria a Coverciano, nell’Affrico, nel Pino Dragons. Da grande, anche nella Valle del Mugnone. Ma gli impegni universitari, alla facoltà di ingneria, si facevano sempre più pressanti e lo sport, ultimamente, era necessariamente passato in secondo piano.

Però, per non pesare troppo sulla famiglia, con la quale viveva in via Gabriele D’Annunzio, Lorenzo lavorava saltuariamente in una ditta di catering: un impegno che spesso si concretizzava nel fine settimana. Ieri, asssieme ai colleghi, era diretto a fare un servizio a Fivizzano. Stava cambiando la gomma del furgone, quando è stato travolto dal bisonte.

A ricordare Lorenzo, anche il presidente del Quartiere 2, Michele Pierguidi. «Ero uno dei nostri, uno dei tanti ragazzi per bene del nostro quartiere. Siamo sconvolti e vicini alla famiglia».

stefano brogioni