Liceo occupato, gli studenti: “Troppi voti ci provocano pressione e crisi di panico”

Firenze, accade al Machiavelli Capponi. “Andremo avanti a oltranza, finchè non si aprirà un tavolo di trattative con la preside”

Il Capponi occupato
Il Capponi occupato

Firenze, 11 dicembre 2023 - Ragazzi che piangono nei corridoi o che si rifugiano in bagno per crisi di panico. “Il disagio al liceo Machiavelli-Capponi si osserva quotidianamente passeggiando lungo i corridoi”: queste le parole degli allievi che, nella mattina di lunedì 11 dicembre, hanno deciso di occupare la sede di Frescobaldi.

Non c’era nessuna assemblea programmata ma, “stanchi di non essere ascoltati dalla nuova dirigente, Filomena Lanza”, abbiamo deciso di “riunirci comunque in assemblea, durante la quale la maggioranza ha votato per l’occupazione”. Lezioni sospese dunque a Frescobaldi, mentre nella sede di Rinuccini chi vuole può entrare in classe.

“Andremo avanti a oltranza, finchè non si aprirà un tavolo di trattative con la preside - dicono gli occupanti -. Non è possibile che la scuola sia esclusivamente basata sulle nozioni e sulle valutazioni. Non c’è alcuno spazio per lo sviluppo reale della persona. E noi vogliamo essere ascoltati. Finché non avremo delle promesse nero su bianco andremo avanti con la nostra protesta”.

Ma cosa sta succedendo nel liceo d’Oltrarno? “Col cambio della dirigenza, quest’anno, abbiamo riscontrati subito vari problemi - si legge nel comunicato approvato dall’assemblea -. Intanto, la nuova dirigente si è assentata per tre settimane, non delegando nessuno della vicepresidenza. Così, tra circolari in ritardo, paralisi burocratica e dimissioni di quattro vicepresidi su cinque, la situazione all’interno del liceo è precipitata, tra caos e restrizioni. Un esempio? Ora ci è pure impedita la possibilità di entrare dopo o uscire prima in caso di docenti assenti”.

Ma è soprattutto “il benessere degli alunni sempre messo in secondo piano” l’aspetto che più fa arrabbiare e preoccupare i giovani, secondo cui il crescente disagio non va attribuito a “fragilità personali”, ma alla “struttura del sistema scolastico”.

“La competizione e la pressione data dalle valutazioni genera in noi un malessere totalizzante - è la pesante accusa degli studenti -. Vogliamo pertanto che venga imposto un tetto massimo alle valutazioni che riceviamo”.

Ma c’è di più. Gli studenti chiedono spazi accessibili anche in orario extrascolastico e chiedono l’uso degli “spazi quali il teatro, trasformato in aula, la biblioteca, l’atrio e le infermerie che invece mancano sia a Rinuccini che a Frescobaldi”.

“Le varie richieste da presentare alla preside saranno comunque stilate durante gli incontri che abbiamo stilato da stamani - dicono gli occupanti -. Per noi occupare significa anche dar vita a lezioni diverse, su temi che in classe non vengono mai affrontati ma che invece a noi interessano molto. Pensiamo al genocidio in Palestina ed all’ondata di femminicidi”.

E ancora: “Siamo contro una scuola che ci tiene rinchiusi dentro una palla di vetro e confina i problemi del mondo reale all’esterno di essa. Una scuola che auspica il silenzio quando una donna viene uccisa, che presenta ai propri studenti il mondo del lavoro degli operai sottopagati come un’opportunità. Noi lottiamo per una scuola che vada a stimolare un pensiero critico e che metta al centro gli studenti e le studentesse”.

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