Le due offerte . Da Brescia e Bari. Pronti a realizzare la nuova casa viola

Cds costruzioni e Cobar (insieme alla Sac) per l’appalto da 151 milioni. La prima ha realizzato un campus universitario a Firenze da 400 posti. La seconda ha partecipato alla ricostruzione post sisma a Norcia e L’Aquila.

Le due offerte . Da Brescia e Bari. Pronti a realizzare la nuova casa viola

Le due offerte . Da Brescia e Bari. Pronti a realizzare la nuova casa viola

La Cds costruzioni di Brescia e il Raggruppamento temporaneo di imprese (Rti) con capogruppo la Cobar di Bari (e composto anche dall’azienda Sac di Roma), sono i nomi delle imprese che hanno presentato le due offerte al bando da 151.308.000 di euro per la ristrutturazione dello stadio Artemio Franchi di Firenze. La commissione giudicatrice è composta dal presidente Filippo Cioni, da Giorgio Caselli e Giacomo Parenti (quest’ultimo è il direttore generale del Comune di Firenze). Una volta terminato l’esame della documentazione contenuta nelle offerte, si legge in una nota, sarà individuata una data per procedere all’apertura delle buste. Il bando di gara prevede l’aggiudicazione all’offerta economicamente più vantaggiosa. Su un punteggio complessivo di 100, il prezzo vale 10 punti, il tempo 10 punti e l’offerta tecnica 80 punti. Sarà quindi stabilita la migliore offerta e l’ufficio gare potrà effettuare le verifiche amministrative propedeutiche all’aggiudicazione, che dovrà avvenire entro il 31 dicembre 2023. Come si legge sul suo sito Cds è attiva nell’immobiliare ed è nata nel 1993: vanta oltre 70 strutture completate nell’arco di 25 anni. L’azienda, tra il 1997 e il 1999, ha avviato partnership con Ikea, Zara e Metro. Presieduta da Enzo Danesi, l’azienda ha eseguito lavori dal nord al sud dell’Italia e con Firenze ha una certa confidenza.

Ha infatti realizzato nell’area di Novoli il Residence per studenti da 400 posti letto per un investimento complessivo da 45 milioni di euro. Un campus universitario che si sviluppa su sei piani, con monolocali singoli e munito perfino di palestra, cinema, sale studio e sale giochi, un giardino interno, una piscina esterna e un roof garden. Nel resto del Bel Paese, invece, può vantare la costruzione di centri commerciali, sedi industriali, supermercati e grandi magazzini. La seconda busta aperta dalla commissione giudicatrice per il restyling dello stadio Artemio Franchi è quella della Cobar di bari, fondata nel 2005, impresa che ha contributo al restauro di alcuni importanti edifici come il Colosseo e il Palazzo Reale di Caserta. La Sac ha realizzato il nuovo Teatro Comunale del Maggio Musicale Fiorentino. E che può vantare oltre 500 progetti realizzati nei suoi 30 anni di attività. La Cobar ha avuto un ruolo di primo piano pure nella ricostruzione post sisma sia di Norcia che dell’Aquila. A Firenze si è occupata della riqualificazione degli spazi del museo di Storia della Scienza: le opere di carattere architettonico – dal valore di quasi 2 milioni di euro – hanno riguardato il primo e il secondo livello della Fabbrica, per migliorare la fruizione degli spazi espositivi e dei percorsi museali. E poi, tra i tanti lavori, c’è anche quello all’Antico Spedale di sant’Antonio a Lastra a Signa, un complesso risalente al Quattrocento che ora ospita spazi di coworking, aule didattiche e sale da esposizione. Insieme a Cobar c’è anche la Sac di Roma, Società Appalti Costruzioni Spa, un’impresa della famiglia Cerasi che opera nel settore dell’edilizia civile, del restauro, delle grandi realizzazioni industriali e infrastrutturali da più di 50 anni. La società è attiva nel settore degli appalti pubblici ma opera anche su commesse private con interventi realizzati in proprio e destinati alla vendita.

"La famiglia Cerasi – si legge sul sito internet – ha coltivato negli anni una grande passione per l’arte, creando una importante collezione di dipinti e sculture della Scuola Romana e del primo Novecento (Balla, Sironi, De Chirico, Donghi, Mafai, Capogrossi, Casorati, Campigli, Severini e tanti altri artisti), culminata con l’istituzione della Fondazione Elena e Claudio Cerasi che ha creato una sorta di museo, aperto al pubblico, a Palazzo Merulana ristrutturato in partenariato con il Comune di Roma.

A.P.

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