La realtà aumentata dei Subsonica: "Quando l’utopia si arrende"

L’11 aprile al Mandela Fourm (ore 21) la band torinese torna in tour dopo un lungo periodo di riflessione

La realtà aumentata dei Subsonica: "Quando l’utopia si arrende"

L’11 aprile al Mandela Fourm (ore 21) la band torinese torna in tour dopo un lungo periodo di riflessione

"La realtà è aumentata quando l’utopia si è arresa". Parola di Samuel, cofondatore e cantante dei Subsonica, la band torinese (composta anche da Max Casacci, produttore e chitarrista, dal tastierista Boosta, dal batterista e dal bassista Vicio), che fa ritorno nei palazzetti con "Subsonica 2024 Tour", prodotto da Live Nation. L’11 aprile (ore 21) arriverà al Mandela Forum di Firenze. La tournée sarà l’occasione per ascoltare le hit storiche e i nuovi brani del loro decimo album in studio "Realtà Aumentata", uscito il 12 gennaio.

Samuel, che cosa è la "realtà aumentata" da cui nasce il titolo del disco?

"L’album si compone di 11 canzoni scritte nell’arco del 2023 che hanno assorbito molta realtà nei suoni, nei ritmi e nelle parole. Una realtà i cui effetti sono aumentati in modo tangibile. Se prima, intorno a noi, immaginario e utopia avevano un certo equilibrio, oggi non è più così, a partire dalla svolta tecnologica ed emotiva. Oggi la realtà ci ha portato a chiuderci in casa per mesi, è tornata a sconvolgerci con le guerre. Questa realtà aumentata ci ha spinto verso un isolamento individuale e individualista".

L’ album racconta i nostri tempi…

"Sì, per noi è importante interpretare e mettere in poesia i nostri tempi, è fondamentale per raccontare la nostra vita".

Il disco arriva dopo una lunga pausa, la crisi è alle spalle?

"La band è composta da 5 persone, siamo una stazione operativa e creativa, ci sono dei momenti in cui non è semplice sintetizzare le idee di tutti. Eravamo arrivati in un momento in cui lavoravamo più per il senso di dovere nei confronti di chi ci stava intorno che per noi. Così ci siamo detti: ‘se i Subsonica si sciogliessero, a chi mancherebbero?’. E in primis sarebbero mancati a noi".

Nell’album "Realtà aumentata" e nel nuovo EP avete allargato i vostri confini alla videoarte.

"Siamo figli della generazione degli anni Novanta, abbiamo sempre investito nel lavoro per immagini. Se la musica sposa le immagini diventa più potente".

A Firenze ci sarà un ospite.

"Sì, Fabio Celenza, musicista e autore di doppiaggi parodistici comico-nonsense. Sul palco una sorpresa".

La canzone che più vi rappresenta?

"‘Dentro i miei vuoti’ e all’ultima ‘Missili e droni’: mi emoziona e faccio fatica a cantarla"

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