La passione per il racconto: Pegaso d’oro a Fabrizio Borghini

Il figlio di Fabrizio Borghini riceve il Pegaso d'oro in memoria del padre al cinema La Compagnia a Firenze. La cerimonia emozionante celebra l'eredità culturale e narrativa dell'appassionato scrittore e giornalista toscano.

La passione per il racconto: Pegaso d’oro a Fabrizio Borghini

La passione per il racconto: Pegaso d’oro a Fabrizio Borghini

È stata una serata molto toccante quella in ricordo di Fabrizio Borghini al cinema La Compagnia. Dove Eugenio Giani ha consegnato il Pegaso d’oro in memoria dell’appassionato scrittore, giornalista e documentarista al figlio Lorenzo, che si è detto "grato e onorato".

Borghini è scomparso per un malore a 76 anni lo scorso ottobre. Una morte che sembrava scritta da uno sceneggiatore: era in sala per la prima del film del figlio, Doppio passo, quando si è sentito male. La cerimonia, che si è tenuta non a caso in un cinema, ha commosso ancor di più perché, dopo la consegna del riconoscimento, è stato proiettato proprio quel film. Per la prima volta la massima onorificenza regionale è stata conferita a un toscano che non ha potuto riceverlo direttamente nelle sue mani.

"Era una macchina da guerra nel portare il messaggio della cultura – ha ricordato Giani – . Ho ancora in mente il suo lavoro di valorizzazione di mostre, attività culturali legate alla letteratura, alla poesia, al cinema. Fabrizio è stato l’amplificatore di una creatività toscana che senza la sua passione e voglia di esserci sarebbe rimasta silenziosa. Nella sua narrazione sapeva trovare il senso umano delle cose, ha descritto quello che altri hanno ignorato, ha valorizzato la Toscana più vera e scritto una storia di Firenze unica e di successo".

C’è un istinto alla narrazione che passa fra generazioni e Lorenzo lo testimonia col suo film Doppio Passo, prodotto da Garden Film in produzione con Solaria Film e Nebel Productions, in collaborazione con Rai Cinema e sostenuto dalla Regione Toscana attraverso il fondo Toscana per il Cinema.

"Il titolo – spiega Lorenzo – prende spunto da un ricordo di Fabrizio allo stadio Picchi di Livorno. Quando un tifoso urlò a uno dei calciatori "sei un disutile". Ci è sembrato un epiteto simbolico di una situazione umana più grande. Per questo abbiamo scelto di raccontare la storia di un giocatore a fine carriera ambientandola a Carrara, in una Toscana di confine, di mare e montagne, aspra e genuina nel suo profilo". Fabrizio, prima di lasciarci, ha avuto la soddisfazione di vedere il film di suo figlio e trovarlo bello. "Voglio ringraziare la Regione e il presidente Giani – ha concluso Lorenzo - che fin da subito mi aveva accennato alla volontà di dare questo riconoscimento alla memoria di mio padre".

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