La passione di Malaparte

A Firenze, una traduttrice e uno scrittore siciliano si innamorano e aprono la libreria Malaparte, un luogo unico che celebra la diversità e la passione per i libri, con la loro figlia Anita che ne è parte integrante.

Cosa succede se una traduttrice fiorentina e uno scrittore (e libraio itinerante) siciliano si conoscono e si innamorano? È accaduto undici anni fa, a Firenze. A parlare è Filippo: "Raccontare cosa sia successo in questi undici anni, prima dell’apertura della libreria Malaparte, avvenuta nell’ottobre 2022, non è semplice. Possiamo dire che lavoriamo nei libri da quasi vent’anni, in molti ruoli… consulente editoriale, commerciale, ufficio stampa, traduzione, scrittura e via dicendo. Ma c’è una cosa che ci accomuna: la voglia di non essere allineati, di non cedere alla retorica spicciola, di prendere il libro per il verso più crudo e quindi poetico. Del resto, se tutti quelli che scrivono, leggono e fanno libri sono dalla parte giusta, qualcuno dovrà pur sedersi dalla parte Mala".

E a suggerire il nome c’è Curzio, uno dei più grandi e controversi scrittori del ’900, di cui Filippo da giovane ha amato ‘La Pelle’, fino a leggerlo cento volte! L’avventura è cominciata quando Chiara e Filippo hanno visto un fondo mezzo distrutto. Era difficile immaginare che potesse diventare una libreria, ma hanno capito subito che sotto l’intonaco polveroso e le pallide piastrelle sfondate, quel posto in via dell’Agnolo 30/r nascondeva un’anima da libreria. E così la “Malaparte“ è un triangolo amoroso, e il vertice di questo triangolo è rappresentato proprio dai libri. È la storia di due esseri umani molto diversi che trovano in questa differenza "il senso profondo dell’essere qui, a Firenze, in Sant’Ambrogio, nella zona più bella e stimolante del centro, a dibattersi tra turisti, direttori di musei, artisti, lettori, detrattori e ogni tipo e varietà di esseri a due zampe".

Sono stati necessari parecchi lavori per rimetterlo a posto, ma a poco più di un anno dall’apertura possono dire di averci visto giusto. Filippo continua: "La libreria Malaparte ci somiglia: informale, colorata, vintage, famigliare… Siamo arrivati a mettere sugli scaffali circa 5.000 titoli e per noi è un gran traguardo. Vogliamo essere una libreria di ricerca, ma anche di quartiere. Non avere la puzza sotto al naso senza però disconoscere che certi libri resteranno nella storia della letteratura e altri passeranno".

Ma Chiara e Filippo non hanno messo al mondo solo la loro bella libreria… "Ci stavamo dimenticando la cosa più importante: la piccola libraia Anita. È nostra figlia, ha 8 anni ed è una lettrice instancabile. Quando entrate da Malaparte nel pomeriggio potete sentirla leggere ad alta voce nell’ultima stanza, quella dedicata ai marmocchi. Questo è Malaparte: una famiglia, una libreria, tante storie".

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