La musica è un lampo. Ecco un libro di ricordi

Stefano Senardi ha deciso di condivivedre 45 anni di concerti. I grandi eventi che non passeranno mai di moda e che vanno recuperati.

La musica è un lampo. Ecco un libro di ricordi
La musica è un lampo. Ecco un libro di ricordi

di Giovanni Ballerini

FIRENZE

"Quando abbiamo ascoltato certi dischi o visto dal vivo artisti fantastici, siamo rimasti folgorati. Questa luce ce la portiamo dentro. Sensazioni che si fondono nel saettare del lampo che è la musica, ma in fondo anche la vita". Con un’ottima intuizione Stefano Senardi, uno dei pochi discografici e direttori artistici italiani noti a livello internazionale, ha deciso di condividere con i lettori 45 anni di concerti, di dischi. Un mondo di passioni musicali che ha esaltato con l’avvincente "La musica è un lampo". Il volume edito da Fandango Libri, da giorni al primo posto nella classifica dei libri musicali più venduti di Amazon in Italia, viene presentato da Senardi domani alle 18 al Teatro Puccini (ingresso libero). L’incontro, condotto da Leonardo Canestrelli, avrà come ospite Franco Godi.

Come è nata l’idea del libro?

"Da una scatola di biglietti dei concerti che ho ritrovato. L’ha vista anche Oliviero Toscani che ha riflettuto con me su come questi ticket fossero affascinanti, pieni di immagini, mentre i biglietti digitali attuali sono privi di poesia. Detto questo, ho cercato delle foto perché volevo recensire quei concerti, poi invece ho deciso di parlare, attraverso la musica, di come eravamo e di come siamo".

Una sorta di autobiografia generazionale?

"Con il mio lavoro ho conosciuto tanti artisti, di cui parlo, ma le soddisfazioni sono arrivate dalle lettere in cui i lettori sostengono che gli ho fatto rivivere momenti che avevano dimenticato. L’idea di salvare la memoria è al centro di questo libro".

C’è anche un po’ di Firenze?

"Parlo dei Litfiba, con cui entrai in contatto attraverso Alberto Pirelli dell’Ira Records, accompagnandoli alle 400.000 copie di "El diablo" e di Ginevra Di Marco, con cui feci un album pop folk. C’ero poi anche io al famoso concerto di Patti Smith al Franchi, dove conobbi Bertini e Gramigni, che allora lavorava a Radio Cento Fiori. Oggi sono legato a Firenze come direttore artistico del Musart Festival".

Ha contribuito al rilancio di Jovanotti?

"Ho assecondato e protetto Lorenzo, facendogli un po’ di pulizia intorno e consigliandogli di evitare tanti passaggi televisivi per concentrarsi sulla musica e sui live. Un’altra artista toscana con cui ho lavorato è Nada, una delle voci più coerenti e determinate della scena italiana. Poi c’è Gianna Nannini, che venne a Milano in moto per il contratto".

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