STEFANO BROGIONI
Cronaca

Il giallo dell’hotel Astor. Kata, il video e la stanza 104. La mamma di nuovo interrogata

Un ulteriore round di interrogatori in procura: oggi toccherà alla zia parlare con gli inquirenti. Da verificare i percorsi per l’uscita da via Monteverdi, gli investigatori torneranno nell’edificio

Il video in cui si vede Kata

Il video in cui si vede Kata

Firenze, 13 giugno 2024 – C’è un nesso fra il “nuovo“ video, che pone Kata all’imbocco del corridoio del pian terreno dell’hotel Astor (con alcuni uomini nelle vicinanze), e la necessità, trapelata dagli ambienti investigativi, di tornare a fare un sopralluogo nell’ex albergo occupato di via Maragliano, dove il 10 giugno dell’anno scorso, un sabato, è scomparsa la piccola peruviana?

Ancora: c’è una stanza - la 104 - da analizzare ancora più minuziosamente, perché risultata nella disponibilità della famiglia di Kata (in particolare del versante paterno, quello dei Chicclo)? E poi, c’è da verificare un possibile percorso di uscita della bambina, ipotizzandola nelle mani di qualcuno, partendo proprio dalla possibilità che chi l’ha portata fuori dall’Astor utilizzando via Monteverdi (strada che sarebbe priva di telecamere, almeno nel tratto d’interesse)?

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Sono le domande che a più di dodici mesi di distanza avvolgono nel mistero il caso della scomparsa della bimba peruviana. Tuttavia, anche se il tempo passato assottiglia le speranze di una risoluzione positiva del caso, sono giorni di grande fibrillazione in procura. I carabinieri sono spesso riuniti nella stanza del pubblico ministero Christine Von Borries, il procuratore capo Filippo Spiezia sta conducendo personalmente alcuni accertamenti.

E continuano le convocazioni in procura: oggi arriverà dai pm la moglie dello zio Abel, domani sarà la mamma di Kata, Katherine Alvarez Vasquez, a tornare davanti ai magistrati. E le è stato chiesto anche di portare con sé l’altro figlio, il fratello di Kata che pochi minuti prima della scomparsa viene inquadrato dalla telecamera della ’Ritar’ di via Maragliano mentre con altri amichetti esce in direzione di piazza Puccini per andare all’oratorio a giocare a calcetto.

l’equivoco circa la possibilità che Kata avesse seguito il fratello al campetto, almeno nelle ricostruzioni consegnate dai familiari agli inquirenti, a far ritardare la denuncia della scomparsa della bimba. Forse, a caldo, sono state perse ore preziose. Ed è per questo che le ultimissime azioni degli investigatori sembrano tutte concentrate a cristallizzare quanto più possibile di quel pomeriggio del 10 giugno.

Quando Kata scende le scale e, come dimostrerebbe il frame visto dalla consulente della mamma, la criminologa Stefania Sartorini, entra di nuovo nel palazzo. Quello da cui non si sa come sia uscita.