Polizia Municipale in una foto di repertorio
Polizia Municipale in una foto di repertorio

Firenze, 13 gennaio 2020 - Lo scandalo parcheggi scuote Firenze. Quattro persone sono finite in carcere e quattro agli arresti domiciliari nell'ambito di una inchiesta che tocca sia la partecipata del Comune che gestisce la sosta, la Sas, sia una banda di parcheggiatori abusivi che agiva in particolare nel parcheggio pubblico di piazza Vittorio Veneto ma anche in altri parcheggi fiorentini. Si tratta di "un'associazione a delinquere finalizzata per reati di truffa ed estorsione" per i 10 componenti della "banda dei parcheggiatori abusivi di Firenze".

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Dall'indagine risulta coinvolta direttamente Sas (Servizi alla strada), la partecipata di Palazzo Vecchio, per concorso esterno all'associazione in cui sono coinvolti due controllori della sosta. Tra i rilievi degli inquirenti, inoltre, risulta anche "assenteismo dal lavoro e abuso di ufficio per 9 controllori" oltre "ai reati di truffa aggravata, induzione a dare o promettere utilità, corruzione elettorale, ricettazione e usura contestati a vario titolo ai soggetti destinatari dell'ordinanza cautelare".

Le indagini sono partite a metà del 2018: tutto nasce dai graffi che alcuni cittadini trovano sulle loro auto: sono le ritorsioni dei parcheggiatori abusivi per non aver dato i soldi in cambio di "protezione" sulle auto. Da lì parte una vasta attività d'indagine che scopre come ausiliari del traffico e parcheggiatori abusivi si fossero alleati per spartirsi i soldi.

Questa almeno è una delle ipotesi dell'acccusa. Gli ausiliari avrebbero chiuso un occhio insomma sulle attività degli abusivi in cambio di soldi. Una sorta appunto di alleanza che vede coinvolto anche il capo degli ausiliari, anche lui finito agli arresti. In alcuni casi gli ausiliari del traffico avrebbero avvisato i parcheggiatori abusivi dell'arrivo di controlli dei vigili urbani.

Avrebbero anche evitato di multare le auto che esponevano i tagliandi fasulli consegnati dai parcheggiatori.

L'indagine è stata svolta dal Reparto Anticrimine della Polizia Municipale di Firenze e coordinata dalla Procura (titolare dell'inchiesta il sostituto procuratore Paolo Barlucchi).

"Sono rammaricato e deluso" ma "in questo momento non ho ancora un quadro chiaro della situazione" che è "complessa", perché "sono state coinvolte varie persone" della Sas. Così Cristiano Rebecchi, direttore generale della partecipata del Comune di Firenze coinvolta nell'inchiesta. Con l'esplosione dell'inchiesta, inoltre, il servizio sulla sosta si "e' praticamente interrotto, ed e' un problema". Sono stati stoppati, infatti, "9 controllori della sosta su 13".

Ma come è possibile che nessuno si sia mai accorto? "Non si può andare a controllare ogni persona, in ogni momento all'interno della città. Si spera cioé che le persone facciano anche il proprio dovere". Anche perché "a noi, la parte apicale" della società, "dal numero dei verbali sembrava che lavorassero, che facessero il proprio lavoro".

Un oltraggio alla città di Firenze e a tutti i fiorentini. Questa inchiesta ha aperto un 'vaso di Pandora' sulle attività abusive in città che vengono in qualche modo 'coperte' da chi opera nel sistema - dice il consigliere regionale della Lega Jacopo Alberti - per troppi anni, si sono tollerati i parcheggiatori abusivi, così come i bagarini e gli accattoni, e poi si scopre che erano protetti da chi avrebbe dovuto controllare. Ma il Comune di Firenze non ha mai controllato?