In strada per la Palestina e la pace. E gli studenti attaccano il caro affitti

Centinaia di persone invocano lo stop alle bombe in Medio Oriente: "Basta con il massacro di Gaza". Gli universitari contro il Comune: "Firenze è capitale degli sgomberi, noi vogliamo farla delle occupazioni". .

Lancio di uova con petardi allo studentato di viale Belfiore, scritte con la vernice rossa ("Soldi agli studenti", "Basta fondi alla guerra" e "Anticapitalista") e vetri incrinati alla banca Monte dei Paschi di via Ponte all’Asse. Ancora petardi in via Ponte di Mezzo (all’altezza di un immobile della Asl che era stato occupato abusivamente e a pochi metri dalla sede del Pd di via Forlanini) sparati alla base della rete elettrica. Qualche attimo di sosta con contestazione davanti alla sede della Lega in viale Corsica con le forze dell’ordine già schierate in assetto antisomossa. Il corteo studentesco contro il caro affitti, a cui si sono uniti anche alcuni antagonisti e i pro Palestina, ha sfilato ieri pomeriggio, con musica e fumogeni, dalla Fortezza da Basso per arrivare - dopo quattro ore - al polo universitario di Novoli al grido "il diritto allo studio non si tocca, lo difenderemo con la lotta". Traffico bloccato o comunque rallentato in punti nevralgici della città per lasciare posto a un serpentone composto da circa 450 persone, almeno all’inizio del corteo, poi in tanti - tra cui anche l’imam di Firenze, Izzedin Elzir - si sono dirottati all’altra manifestazione a favore della Palestina, il presidio fisso in piazza Santa Maria Novella. Il corteo studentesco, dove la parola d’ordine era non inneggare ad Hams, ha fatto sentire la sua voce sulla crisi in Medio Oriente: dai cartelli "Israele non è democratico, è uno Stato di occupazione", "Con la resistenza palestinese" e "Free Palestina" fino ai cori "Palestina libera, Gaza libera". Stessi slogan hanno riecheggiato in piazza Santa Maria Novella dove si sono radunati in 500, di ogni età ed etnia, per esprimere solidarietà alla popolazione della regione mediorientale colpita dal conflitto. Davanti alla basilica hanno sventolato decine di bandiere, molte palestinesi. E una di quattro metri è stata messa in terra, al centro del presidio. I manifestanti hanno chiesto la pace, lo stop ai bombardamenti e invocato la liberazione del popolo di Gaza. Che potrà avvenire "solo quando l’occupazione israeliana terminerà". Israele è, infatti, considerato il primo responsabile della situazione attuale. I manifestanti hanno cantato e intonato cori: "Allah Akbar", "Intifada vincerà" e"Netanyahu assassino",quindi hanno fatto parlare i cartelloni: "Fermate il genocidio a Gaza", "Israele non esiste", "Il silenzio uccide".

Tornando, invece, al serpentone studentesco, oltre alla solidarietà alla causa palestinese, gli studenti hanno alzato la voce sulle problematiche che li riguardano più da vicino. E lo striscione sopra il sottopasso della Fortezza riassumeva bene i concetti: "No guerra tra popoli, no pace tra classi". Dalla manifestazione studentesca, infatti, sono partiti attacchi al governo e alle forze dell’ordine, tanto che è stata annunciata una manifestazione di protesta per il 4 novembre (giornata delle Forze armate). Sventolando bandiere della Palestina - ma anche Carc, Pci, Fgci - sono partiti slogan contro l’apertura di un comando Nato a Firenze, oltre ad attacchi al sindacato e al Pd.

E sulle occupazioni, gli studenti sono stati chiari: "occupiamo quando vogliamo", è stato scandito in riferimento agli sgomberi di alcune occupazioni abusive di immobili in città. Per gli studenti, infatti, "se Firenze è stata in estate la capitale degli sgomberi noi vogliamo farla tornare la capitale dell’occupazione".

Barbara Berti

Gabriele Manfrin