Il rifugio nella tempesta. San Donnino apre le porte. Accolti oltre cento sfollati: "Sono vivo grazie ai vigili"

Al Centro Spazio Reale hanno trovato asilo cittadini campigiani e pratesi. La testimonianza choc: "Bloccati in mezzo a una rotonda mentre l’acqua saliva".

di Pier Francesco Nesti

C’è chi è arrivato scalzo, chi indossando una scarpa e una ciabatta. C’è chi ha perso tutto e aveva soltanto una coperta sulle spalle, vestiti messi alla rinfusa e scarpe piene di fango. Negli occhi ancora la paura per la notte che si erano appena lasciati alle spalle e una "piena" decisamente peggiore rispetto a quella che aveva messo in ginocchio Campi Bisenzio nel 1991. La "piena" e non l’alluvione. La piena perché è più facile dirlo, soprattutto se a pronunciare questa parola sono persone semplici come i tanti campigiani che, pur al cospetto di un disastro che ha lasciato tutti sbigottiti, non hanno perso dignità e orgoglio, anzi. E sono arrivati al Centro Spazio Reale, a San Donnino, dove ieri notte la Fratellanza Popolare ha chiesto di poter allestire un punto di accoglienza per gli sfollati.

Campigiani e pratesi, anche loro duramente colpiti dal maltempo delle ultime ore. Spazio Reale ha detto subito sì, dopo di che sono state montate le prime brandine (tante inviate dalla Misericordia di Campi Bisenzio che supporta la Fratellanza nella gestione delle persone), sono arrivati tavoli e sedie, ma soprattutto è stata allestita una vera e propria infermeria in modo da poter assistere chi era in ipotermia. Quasi un centinaio le persone che si sono alternate – diverse infatti sono già andate via – nell’auditorium che di solito ospita convegni e saggi di danza. Non pochi quelli che erano già stati colpiti dalla piena di oltre trent’anni fa: "Sono arrivato in via Paolieri – racconta Massimiliano, 58 anni – dove sono stato costretto a fermarmi, sono sceso dalla macchina e, insieme a un altro ragazzo, siamo rimasti fermi, come se fossimo davvero su un’isola, in mezzo a una rotonda, mentre l’acqua saliva. Poi, per fortuna, sono arrivati i vigili del fuoco che ci hanno soccorsi e portati qui".

Tra gli sfollati c’è anche Giuseppe, 75 anni, arrivato a San Donnino con una scarpa e una ciabatta e un solo calzino e che, nonostante i tentativi di offrirgli indumenti asciutti e puliti, sarebbe voluto tornare subito a casa, dove però vive da solo e ha oltre un metro d’acqua. Anche lui, come molti altri, si è poi convinto a restare, al sicuro in mezzo ad altra gente.

Le ambulanze, oltre a quelle della Fratellanza Popolare e della Misericordia di Campi, anche quelle della Croce Rossa, fanno la spola fra le zone più colpite del territorio e Spazio Reale, portando soprattutto anziani, pochissimi i bambini. A dare il sostegno dell’amministrazione comunale il sindaco Andrea Tagliaferri e l’assessore Daniele Matteini, mentre anche il sindaco metropolitano Dario Nardella è venuto di persona per fare il punto della situazione.

I volontari li accolgono all’ingresso dell’auditorium, prendono tutti i dati e le eventuali cure mediche di cui hanno bisogno e li accompagnano all’interno cercando di farli sentire, seppur nella drammaticità del momento, più a loro agio possibile. Ma quella in corso a San Donnino è anche una "gara" di solidarietà: la Misericordia del Galluzzo ha portato delle coperte, la Caritas diocesana fiorentina ha fornito cibo e bevande, le cucine di Spazio Reale si sono messe subito in funzione per offrire un piatto di pasta caldo. Fra i presenti riconosciamo Matteo, 45 anni, fra i primi a raggiungere la struttura mentre a Campi sono rimasti la moglie e due figli.

Gli occhi testimoniano appieno tutto quello che sta vivendo, anche perché i telefoni hanno funzionato a lungo a singhiozzo: "Quando ho visto che la situazione stava peggiorando, ho messo in salvo il mezzo che uso per lavorare, ma poi è stato impossibile tornare a casa, nella zona di via Siena, la corrente era troppo forte – spiega l’uomo –. Così ho aspettato dove ero i vigili del fuoco che mi hanno accompagnato a Spazio Reale insieme ad altre persone e qui abbiamo passato la notte". Una notte di passione, come quella di tanti altri cittadini, che a San Donnino però hanno trovato un porto sicuro.

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