Il 6 aprile è una data importante per i collezionisti di francobolli. Il giorno dell’emissione, avvenuta nel 1961, del ’Gronchi rosa’, il più raro e desiderato esemplare dell’intera emissione filatelica italiana. Un pezzo raro ancor oggi conteso dagli appassionati e dai mercanti.
Ne parliamo con un collezionista amatoriale, informatissimo, PierFrancsco Benucci, 81 anni, una vita da funzionario specializzato in export dell’Unione industriale pratese, fiorentino di nascita, barberinese di adozione.
Come fu che un semplice francobollo diventò Gronchi rosa?
“Il francobollo, del valore nominale di 205 lire fa parte di una serie di tre esemplari dedicati agli stati visitati da Gronchi: Argentina (170 lire), Uruguay (185 lire) e Perù (205 lire). Sul ’Gronchi rosa’ si evidenzia il Perù, indicandone confini non aggiornati rispetto alla guerra con l’Ecuador del 1941-42, dopo la quale il Perù annesse territori nel bacino del Rio delle Amazzoni: all’autore Renato Mura fu fornito un atlante De Agostini del 1939“.
Quindi?
“La mattina del 3 aprile, allora lunedì di Pasqua, iniziò la vendita, la festa rallentò gli acquisti e furono vendute solo 79.625 serie complete. Però ci fu un guaio“.
Ossia?
“La mattina di Pasquetta l’ambasciatore peruviano in Italia, Alfonso Arias, protestò ufficialmente per la questione dei confini, il ministero ordinò il ritiro del francobollo, si tentò di recuperare quelli venduti e si ordinò di coprire con una versione corretta (grigia) gli esemplari spediti, intercettando la corrispondenza in una grandiosa operazione-lampo. Alcuni pezzi però non furono rintracciati
Quanti?
“Poste annunciò 79.625 esemplari sfuggiti al ritiro, 90 destinati al museo postale e 80 per omaggi a diplomatici. Secondo il Ministero furono venduti 79.455 francobolli da 205 lire ’Gronchi rosa’ Di conseguenza, se gli esemplari dati ai musei sono conservati, il numero teorico dei “Gronchi rosa” in circolazione dovrebbe essere di 79.535“.
Quanto vale un Gronchi rosa?
“Circa mille euro il francobollo nuovo con la gomma integra e circa 500 euro i pezzi senza gomma provenienti dalle affrancature delle buste intercettate e ricoperte con il grigio. Le buste col ’Gronchi rosa’ valgono fra i i 600 e i 900 euro, a seconda di qualità e conservazione“.
Ci fu poi un caso ulteriore.
“Su un esemplare, per difetto di stampa, fu impressa una macchia in corrispondenza della Tanzania, lasciando supporre che Gronchi andasse in Perù con tappa in Africa. L’ esemplare unico non è quotato anche perché è passato di proprietà solo due volte“.
Cosa ha significato il ’Gronchi rosa’ per la filatelia?
“Un’ immensa promozione gratuita. Molti giovani dell’epoca iniziarono ad appassionarsi ai francobolli. E non li hanno mai più abbandonati“.
p.c.