I giornalai. Un faro nel buio

La notte delle edicole ha richiamato l'attenzione sulla chiusura di questi punti di vendita e sulla riduzione della diffusione di libri e giornali. Una situazione che va affrontata per preservare la democrazia e la circolazione delle testate.

La notte delle edicole, con le luci accese nei vari rioni della città, ha inteso richiamare l’attenzione su un duplice problema che si va sempre più aggravando: la chiusura dei punti di vendita (sono scesi da 136 a 122 nel giro di un anno) e la conseguente riduzione della diffusione di libri e quotidiani. Sono lontani i tempi in cui gli "strilloni" offrivano il foglio locale gridando le notizie a sensazione agli incroci, e viene meno la sana passeggiata del pensionato abituato ogni mattina a recarsi all’edicola del quartiere. Resta viva l’immagine di Giuseppe Prezzolini, del vecchio fiorentino dei primi del ’900 "che si avventura con lo stecchino in bocca e l’abito ben spazzolato" alla ricerca di un giardino e di una panchina, magari per leggersi La Nazione, "il più decente, il più pulito, il più sano giornale di Firenze". Ha ragione Andrea Riffeser Monti, presidente della Federazione italiana editori giornali, quando afferma: "Là, dove c’è un’edicola, c’è un faro di informazione e un presidio di democrazia". Il giornalaio è un luogo di incontro, un punto di riferimento nella zona in cui opera. Una funzione sociale e culturale la sua: quante volte ognuno di noi si è rivolto a un edicolante per sapere dove si trovasse una certa via o una farmacia aperta? E quante persone vi hanno acquistato libri di larga divulgazione? Per non parlare della gioia dei più giovani, alla ricerca dei fumetti e delle figurine dei calciatori.

Per sopravvivere, gli edicolanti si sono dati da fare: i chioschi in centro sono diventati una vetrina di souvenir per i turisti; in periferia si punta su buste sorpresa di animaletti e puffi che deliziano i più piccoli: non artigianato, piuttosto produzione cinese. Gli interessati avanzano richieste di aiuto: dalla riduzione dei canoni di affitto del suolo pubblico al cambio di destinazione d’uso dei chioschi. Non sottovalutiamo infine l’importanza, per uno Stato democratico, della circolazione delle testate. In Paesi più avanzati del nostro i giornali si trovano ovunque e nelle famiglie ne leggono più di uno, proprio per confrontare le diverse posizioni. Da noi è già tanto se si compra un solo quotidiano: cerchiamo di evitare venga meno anche quello.

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