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19 giu 2022

Grosso giro di fatture false all’emporio cinese

Scoperto dalla Finanza un sistema per evadere le tasse: l’imprenditore avrebbe scaricato 4,4 milioni per l’acquisto di merci inesistenti

19 giu 2022
paolo guidotti
Cronaca
Le indagini sono partite e state condotte dalla Tenenza di Borgo San Lorenzo (foto d’archivio)
Le indagini sono partite e state condotte dalla Tenenza di Borgo San Lorenzo (foto d’archivio)
Le indagini sono partite e state condotte dalla Tenenza di Borgo San Lorenzo (foto d’archivio)
Le indagini sono partite e state condotte dalla Tenenza di Borgo San Lorenzo (foto d’archivio)
Le indagini sono partite e state condotte dalla Tenenza di Borgo San Lorenzo (foto d’archivio)
Le indagini sono partite e state condotte dalla Tenenza di Borgo San Lorenzo (foto d’archivio)

di Paolo Guidotti

Un grosso emporio gestito da un imprenditore cinese a Borgo San Lorenzo è al centro di un’indagine della Guardia di Finanza che verte su un giro di fatture false, per oltre 4 milioni e 400 mila euro. Ora il Giudice per le Indagini preliminari del Tribunale di Firenze ha disposto nei confronti dell’accusato il sequestro preventivo di beni e patrimonio per una somma di più di 2 milioni e 800mila euro. Le indagini, avviate alcuni mesi fa e riferite a un quinquennio di attività, sono state condotte dalla Tenenza della Guardia di Finanza di Borgo San Lorenzo. Le Fiamme Gialle, nel corso di verifiche fiscali, avevano notato qualcosa di strano nell’attività commerciale di quell’emporio di prodotti non alimentari, di proprietà di un cittadino cinese residente a Borgo San Lorenzo. E dopo verifiche, appostamenti e sopralluoghi sono arrivati a scoprire che numerose aziende fornitrici, ventitré per l’esattezza, disseminate in Lazio, Toscana (Arezzo e Bibbiena), Veneto e Lombardia, avevano sedi inesistenti oppure non avevano la disponibilità delle merci che dichiaravano in fattura.

Da qui l’accusa per l’imprenditore cinese di aver utilizzato nell’esercizio della sua attività fatture per oltre 4,4 milioni di euro riferite ad operazioni inesistenti, ideate e sfruttate per abbattere il proprio reddito e pagare meno tasse. Così il Gip, su richiesta della Procura di Firenze, ha decretato il sequestro per 2 milioni e 800mila euro. Si è già provveduto a bloccare i conti correnti bancari, e a sequestrare un immobile utilizzato come abitazione, e le auto, per un valore totale di 450mila euro. Il pubblico ministero ha però disposto di non procedere al sequestro dell’attività commerciale, per mantenere l’esercizio aperto, e soprattutto il lavoro ai trenta dipendenti che vi lavorano. Il procedimento, che vede imputato l’imprenditore cinese e tutti i titolari delle ventitrè aziende coinvolte, è pendente in fase di indagini preliminari – precisa la Guardia di Finanza in una nota – e l’effettiva responsabilità delle persone coinvolte e delle imprese indagate, e la fondatezza dell’ipotesi d’accusa mossa a loro carico, sarà vagliata nel corso del processo chne ne consegue. Non si escludono ulteriori sviluppi investigativi e probatori, anche in favore delle persone sottoposte ad indagini.

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