Graffiti nella zona della multisala "Il Portico"
Graffiti nella zona della multisala "Il Portico"

Firenze, 23 agosto 2019 - Una guerra tra graffitari nel mezzo dell’Oltrarno. Due settimane fa, segnalano i nostri lettori, un writer ha vergato palazzi del quindicesimo e sedicesimo secolo: Palazzo Ridolfi Zanchini e Palazzo Michelozzi. Quest’ultimo, luogo dove trascorse i propri natali la Monna Lisa Gherardini. Scritte e disegni sono stati rimossi in modo rapido dai proprietari dei palazzi che affacciano su via Maggio ma sembra che l’episodio di via Sguazza sia tutt’altro che isolato.

Da tempo La Nazione ha iniziato la sua battaglia per fermare questo scempio. Così come avanza implacabile sulle saracinesche dei negozi, sulle edicole, sui tendoni delle botteghe. Sono tante le segnalazioni che continuano ad arrivare al nostro numero WhatsApp.

Nelle stradine, a ridosso di Santa Croce, le scritte lasciate sono senza senso: sigle utilizzate con lo scopo di marcare il territorio. Proprio come succede per il miglior amico dell’uomo: zampettano e quando avvertono odore di altri cani alzano la gamba e lasciano il segno.

Per esempio, in via delle Burella, proprio sotto l’insegna, campeggia la scritta ‘Smile’ seguita da uno scarabocchio lasciato con lo stesso colore. Ma i messaggi messi nero su bianco dagli incivili sono tanti e a volte accompagnati da croci, come quello vergato su una facciata nuova di zecca: ‘Apriremo mille crepe in città’.

E ci sono anche gli slogan dal tono rivoluzonario ‘A fianco di tutti i ribelli’o ‘Ribellarsi è istinto’ e i graffiti che ormai, volente o nolente, sono diventati parte del tessuto del quartiere. Basti pensare al bandone del garage dell’ex hotel Majestic nel cuore di San Lorenzo. Il tragitto della tramvia, altezza viale Redi, è una specie di lavagna scarabocchiata e non mancano le segnalazioni dal polo di Novoli: le scritte selvaggi e non risparmiano nemmeno il tempio degli universitari.

Ma chi sono gli ‘sporcaccioni’? Si tratta nella maggioranza dei casi di turisti che non resistono alla tentazione di lasciare la testimonianza del loro passaggio a Firenze: un cuore, una firma, un nome con data come quello che aveva imbrattato il corridoio Vasariano la notte di Pasqua. Ma non sono mancante le imprese di veri e propri writer come quello che nel 2018 disegnò il volto di un satiro sotto il loggiato del Corridoio Vasariano: anche il giovane spagnolo fu individuato e denunciato grazie a una lunga indagine della municipale in collaborazione con la polizia spagnola e l’Interpol. Scriveteci ancora all’indirizzo di posta elettronica nazioneonline@quotidiano.net e al numero WhatsApp 331-6121321.