Forza Italia guida la protesta. Norma anti Airbnb, in 150 al Tar: "Atto sovietico, va eliminato"

La delibera Nardella, che stoppa le locazioni turistiche nell’area Unesco, al centro della polemica. I forzisti: "Palazzo Vecchio dimentica che questo settore genera un giro d’affari da 2 miliardi".

Forza Italia guida la protesta. Norma anti Airbnb, in 150 al Tar: "Atto sovietico, va eliminato"

Forza Italia guida la protesta. Norma anti Airbnb, in 150 al Tar: "Atto sovietico, va eliminato"

Dopo alcuni giorni di riflessione "con il nostro pool di legali abbiamo deciso di fare ricorso al Tar" contro la delibera voluta dall’amministrazione Nardella (e adottata dal Consiglio comunale) per stoppare gli affitti brevi nel centro di Firenze. Quindi, anche Forza Italia, come il Codacons, sceglie di percorrere la via della giustizia amministrativa. La norma "votata dal Pd", spiega il capogruppo in Consiglio regionale, Marco Stella, è "senza basi giuridiche: è surreale che sia un ente pubblico a decidere per quanti giorni uno possa mettere in affitto casa". Nel provvedimento, prosegue, "c’è una deriva sovietica che va stoppata sul nascere e che, comunque, toglieremo quando vinceremo le elezioni comunali nel 2024". Intanto, racconta il forzista, "martedì sera in 150 hanno partecipato alla riunione preparatoria che sfocerà in un ricorso collettivo al Tar".

Per il coordinatore toscano degli azzurri, "ogni cittadino ha il diritto di decidere se mettere a rendita un appartamento di sua proprietà a breve, a medio, o a lungo termine, in base alle proprie esigenze. Altrimenti non è più proprietà privata, ma statale. Le locazioni brevi, o affitti turistici, sono uno degli ultimi ammortizzatori sociali rimasti, oltretutto, e a Firenze coinvolgono 30mila persone, con un giro d’affari di 2 miliardi. Senza contare che con questi flussi abbiamo una tassa di soggiorno che frutterà, a fine anno, sui 70 milioni di euro (di cui 26 derivano dalle locazioni turistiche, ndr): un tesoretto da utilizzare per migliorare i servizi in città".

Sette i motivi – come si legge nella delibera anti Airbnb – che hanno convinto Palazzo Vecchio a proporre e a a far approvare il provvedimento: si va dal sovraffollamento del centro storico alla crescita esponenziale del valore degli immobili e la diminuzione di alloggi per la residenza, dal sovraccarico delle reti (acqua, fogne e trasporto pubblico) all’aggravio dell’inquinamento acustico, atmosferico e di sicurezza urbana. "Noi contestiamo il principio che anima questo atto – conclude Stella – la nostra è una battaglia di libertà. Il problema semmai è il mordi e fuggi a cui va trovata una soluzione. Insomma, dopo che si è permesso lo spostamento di tutte le funzioni essenziali fuori dal centro ora ci si accorge che l’area Unesco si è spopolata".

A.P.