La lettura della sentenza (Giuseppe Cabras/New Press Photo)
La lettura della sentenza (Giuseppe Cabras/New Press Photo)

Firenze, 17 giugno 2015 - Una lunga attesa che ora si chiude con la condanna in primo grado a 17 anni e mezzo per abusi sessuali e maltrattamenti al 'profeta' Roberto Fiesoli e la condanna di sedici imputati sui 23 chiamati in causa nel maxi processo del Forteto, la comunità per minori di famiglie disagiate a Vicchio del Mugello. Pena di 8 anni a Goffredi, sette a Daniela Tardani e quattro e mezzo per Mauro Vannucchi, Stefano Pezzati e Luigi Serpi. Alla lettura della sentenza era presente anche il sindaco di Firenze Dario Nardella, in veste di parte civile come Città metropolitana.

Oltre 90 le udienze nel corso del processo e una lunga serie di testimonianze raccolte nelle quali si raccontava di anni di violenze perpetrate in quella che all'esterno si dichiarava un'eccellenza dell'imprenditoria. Il pm Ornella Galeotti nelle nove ore di requisitoria di un mese fa aveva chiesto per il profeta la condanna a 21 anni, 15 per Goffredi e pene inferiori a un anno per altri 19 imputati.

«Siamo soddisfatti. L'ufficio ha lavorato bene e il giudice ha accolto, in gran parte, le nostre tesi. Ovviamente la soddisfazione che esprimiamo è sul lavoro fatto». È il commento del procuratore di Firenze, Giuseppe Creazzo, dopo la lettura della sentenza del processo sulla comunità de Il Forteto. «Esprimo soddisfazione - ha aggiunto Creazzo - che il processo si sia concluso e si sia concluso in questo modo». In aula, alla lettura della sentenza, c'erano i due magistrati della procura di Firenze che hanno curato l'inchiesta sul Forteto e che hanno sostenuto l'accusa durante il processo, Ornella Galeotti e Giuliano Giambartolomei.

«Questa sentenza e questo processo mettono a nudo una vicenda drammatica, una storia che dimostra quanto abominevole possa essere l'azione dell'uomo quando utilizza i minori sfruttando la fiducia dei cittadini e delle istituzioni», tuttavia «da qui proprio i cittadini e le istituzioni devono trarre insegnamento per aumentare il livello di vigilanza e di controllo nei confronti di strutture a cui si dà fiducia». Il sindaco di Firenze Dario Nardella, presente in aula, ha commentato così la sentenza. «Da cittadino e da amministratore - ha aggiunto - questa vicenda mi ha impressionato. È una vicenda grave, che ha bisogno di giustizia, e lesiva dell'immagine della città metropolitana». Prima della sentenza Nardella aveva detto: «Ci si aspetta che da questo processo arrivino messaggi di rassicurazione per i cittadini» rispetto, invece, «a quanto si sia potuto fare contro i minori» al Forteto.