Firenze, 5 ottobre 2020 - Chiude, fino a nuova disposizione, lo stabilimento di Campi Bisenzio della Gls, l’azienda di logistica al cui interno si è sviluppato un focolaio di coronavirus. 56 i dipendenti contagiati, all’esito dei tamponi, sui 115 esaminati, tutti ora a casa in isolamento. Il provvedimento è stato adottato dal sindaco di Campi, Emiliano Fossi. Lo stabilimento - un centro di smistamento - non potrà riaprire "fino all’emanazione di successivo provvedimento di revoca che verrà adottato a seguito delle valutazioni...

Firenze, 5 ottobre 2020 - Chiude, fino a nuova disposizione, lo stabilimento di Campi Bisenzio della Gls, l’azienda di logistica al cui interno si è sviluppato un focolaio di coronavirus. 56 i dipendenti contagiati, all’esito dei tamponi, sui 115 esaminati, tutti ora a casa in isolamento. Il provvedimento è stato adottato dal sindaco di Campi, Emiliano Fossi. Lo stabilimento - un centro di smistamento - non potrà riaprire "fino all’emanazione di successivo provvedimento di revoca che verrà adottato a seguito delle valutazioni della competente Azienda Usl Toscana Centro sulla base dei provvedimenti che il datore di lavoro intende adottare per il ripristino delle condizioni di salute e sicurezza negli ambienti di lavoro".

E’ proprio sulla questione sicurezza e prevenzione che s’infocola il dibattito. Dopo la denuncia di sabato dei Cobas, anche la Cgil si è espressa criticamente sulle condizioni di lavoro nello stabilimento di Campi Bisenzio.

"Siamo a denunciare - dicono le sindacaliste Elena Aiazzi (segreteria Cgil Firenze) e Monia Rialti (Filt Cgil area vasta) - che, anche se ora i tamponi sono stati effettuati su tutti i lavoratori, tutto ciò si poteva evitare a seguito delle nostre denunce degli scorsi mesi alle Prefetture ed alle Asl dei Comuni di appartenenza verso alcune aziende della logistica, tra cui Gls. Bastava mettere in campo le necessarie azioni preventive per il contenimento del Covid19".

"Riteniamo - proseguono - che, in un momento così delicato per il nostro paese, tutti debbano fare la loro parte per garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori e dei cittadini. Ci sono aziende fornitrici che rispettano le regole, ma riteniamo che tutto sia vanificato se non viene attuata una applicazione totale dei Dpcm e del Protocollo di regolamentazione da tutti i soggetti coinvolti. In questi mesi, nel nostro settore, abbiamo pressato le aziende per far rispettare le misure previste, a partire dal protocollo sottoscritto dalle Segreterie Nazionali con le relative controparti, allegando a tutti i vari Dpcm che si sono susseguiti con il tempo".

A questo riguardo, concludono, "chiediamo a Gls di farsi carico, in quanto committente, del rispetto delle norme, nel proprio magazzino e in tutta la filiera e che vengano costituiti i Comitati Aziendali per l’applicazione e la verifica delle regole del protocollo di regolamentazione. Non è accettabile nascondersi dietro blandi e generici inviti al rispetto delle regole".

A contribuire all’alimentazione del focolaio, avrebbe favorito anche la circostanza che molti dipendenti dello stabilimento, a loro volta dipendenti del consorzio Elettra, sono stranieri che condividono anche l’abitazione.

ste.bro.