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19 gen 2022

Buca trecento volte la Ztl: multato per 70mila euro

Ma l’automobilista ha vinto la causa contro il Comune e non pagherà: le contravvenzioni erano state notificate irregolarmente

stefano brogioni
Cronaca
Una porta telematica
Una porta telematica

Firenze, 19 gennaio 2022 - Quasi trecento infrazioni per ingressi indebiti nella zona traffico a limitato. Ma l’incredibile mole di multe, per un ammontare complessivo di oltre 70mila euro, sarebbe state notificate irregolarmente al presunto trasgressore. Così l’automobilista è riuscito ad evitare di pagare le ingiunzioni inviate da Palazzo Vecchio, e ha visto riconosciuto dal giudice civile anche il pagamento delle spese legali in favore del suo difensore, l’avvocato Marco Rinaldi. I fatti risalgono al 2015, periodo durante il quale il cittadino si era anche assentato dall’Italia per tornare saltuariamente nel suo paese natìo, la Turchia. Davanti al giudice, ha affermato di non aver mai ricevuto la notifica di alcuna contravvenzione. E i fatti gli hanno dato ragione già su questo punto, perché nel corso delle udienze, il Comune di Firenze non ha mai prodotto la “prova“ delle notifiche. Inoltre, la tesi difensiva ha circostanziato il fatto che in assenza delle notifiche, il cittadino non aveva potuto neanche apprendere che stava compiendo quotidianamente, spesso anche più di una volta al giorno, un ingresso “proibito“ nella zona a traffico limitato. Quei 300 verbali contestati, infatti, sono tutti scaturiti dalla porta telematica di via delle Ruote, un varco prossimo all’abitazione del multato “seriale“. Calcolando 174,90 euro per ogni passaggio punito - cifra che in assenza della notifica non ha potuto essere decurtata neanche del pagamento in forma ridotta entro i cinque giorni - e aggiungendo gli interessi, ecco la cifra monstre che l’amministrazione fiorentina ha chiesto, tutta insieme, all’automobilista. Che, come detto, non pagherà. 

Nella sentenza, emessa dalla dottoressa Liliana Anselmo, il giudice ha ricordato una sentenza della Cassazione tributaria secondo cui che "in materia di riscossione delle imposte e delle sanzioni, l’omissione della notifica di un atto presupposto costituisce un vizio procedurale che comporta l’invalidità dell’atto conseguenziale notificato e tale invalidità può essere fatta valaere anche in sede di opposizione all’atto conseguenziale notificato al destinatario per contestare radicalmente la pretesa creditoria". Per effetto anche di una sola notifica irregolare o non andata correttamente a buon fine (come la stragrande maggioranza dei verbali di questo caso), "il Comune di Firenze non poteva emettere l’ingiunzione fiscale". Risultato: tutto annullato, il cittadino non tira fuori un soldo, e l’avvocato riscuote 7mila euro per le spese dal Comune.
 

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