Kouamé in festa dopo il gol
Kouamé in festa dopo il gol

Firenze, 14 gennaio 2021 - È il minuto 119, uno prima dei calci di rigore, quando un centravanti alto centonovantadue centimetri si trova da solo in area e – considerato che si tratta di Lukaku – segna facilmente di testa. La Fiorentina fa mucchio per segnalare un fallo precedente su Quarta, ma l’unica certezza è che lo fa con la persona sbagliata: fra l’arbitro Massa e Firenze c’è un feeling alla rovescia che parte da lontano, mica per cattiveria magari, ma evidentemente da queste parti non arriva in grande forma, oppure le circostanze gli girano male. 
Come successe contro il Napoli qualche mese fa (rigore decisivo concesso per un inesistente contatto fra Castrovilli e Mertens, pasticcio con la Var e successivo stop punitivo per arbitro e responsabile Var) anche questa volta Massa va in confusione: rigore dubbio per la tempistica del contatto con Sanchez che aveva già calciato in porta colpendo il palo, rigore inventato per la Fiorentina e giustamente cancellato dopo aver rivisto il Var, Skriniar già ammonito e graziato per un secondo intervento da giallo (infatti poi Conte l’ha sostituito al 61’) e soprattutto nessuna volontà di andare a rivedere il contatto fra Lukaku e Quarta. Era il 119’: perché – dopo il sentiero già scavato in precedenza verso il monitor – non andare per scrupolo a rivedere un’azione così determinante? Perché mai i difensori viola avrebbero dovuto lasciare in clamoroso eremitaggio un tipo come Lukaku, che è capace di segnare anche dallo spogliatoio?

Arbitraggio sfortunato a parte, la partita ha offerto una buona versione della Fiorentina sopratto nel secondo tempo. Sarà forse un caso, ma la squadra ha preso coraggio quando al posto di Eysseric è entrato Vlahovic; sarà forse un caso ma il gioco è girato meglio perché Castrovilli ha ritrovato scioltezza e prestanza fisica spendendosi in ogni settore, compreso quello difensivo, mentre da Amrabat sono arrivate ottime e continue notizie nelle due fasi.
E qui non sfugge il lavoro sui singoli di Prandelli, che ieri ha probabilmente ecceduto nella ricerca di equilibrio con lo schieramento del primo tempo, ma poi ha cambiato la Fiorentina ottenendo buone risposte da tutti, o quasi. E nonostante questa bruciante e promettente sconfitta, anche Commisso ha rivisto una Fiorentina più vicina al concetto di squadra.